Credo che sia inutile negare che nel corso degli anni abbiamo visto spesso e volentieri una diminuzione qualitativa di alcune run di Batman. Dopo le sconclusionate batoste ricevute con la scrittura di Snyder abbiamo visto l’arrivo dell’era Rinascita con Tom King. Uno scrittore prolifico e che personalmente adoro, ma che alla lunga ha finito per annoiare il lettore spogliando Batman del suo animo. Ovviamente lo vedremo ancora sulla miniserie Batmann/Catwoman, ma con le miniserie King ha dimostrato sempre una bravura assurda (vedisi The Sheriff of Babylon, Mister Miracle o l’attuale Strange Adventures).

Quello che stiamo vedendo negli ultimi numeri è però un mix di storie che hanno cercato di pescare dal passato. Non parlo di nemici o di argomenti, ma piuttosto di modi narrativi. Bisogna anche dire che questo ci voleva davvero molto, ma ammettiamolo, tutti attendavamo un evento in particolare. Ovviamente si tratta della cruenta Joker War, appena conclusa negli States e che ha messo in chiaro parecchie cose.

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Ovviamente, questa non è una recensione, ma piuttosto un resoconto più o meno breve di un evento riguardante Batman molto atteso da tutti e anche dal sottoscritto. L’evento ci ha mostrato quelle che sono le vere potenzialità di un nemico tanto folle quanto cruento e geniale come Joker. Un rivale che stavolta ha messo in ginocchio non solo Batman, ma anche Bruce Wayne stesso.

Dopo aver preso i suoi soldi, la sua compagnia e tutto ciò che fa di Batman quel che è a Bruce Wayne non rimanevano molte scelte per vincere una guerra che aveva messo a ferro e fuoco tutta la città di Gotham. Avere dalla propria parte un gruppo di personaggi che per Bruce sono tutta la sua famiglia, soprattutto dopo la scomparsa di Alfred a seguito della sua uccisione da parte di Bane.

L’evento dedicato a Joker ha visto il coinvolgimento di un nuovo villain, che personalmente ho trovato vuoto, ma è un altro discorso. Arriva anche Punchline, la nuova fiamma di Joker. Folle, sensuale e più pericolosa della stessa Harley Quinn. Proprio in questo momento abbiamo visto il suo desiderio di fermare un Joker ormai fuori controllo e di redimersi da tutto l’incubo che ha vissuto.

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Ancora una volta abbiamo visto una storia molto classica nella soluzione del problema e quindi della scrittura. James Tynion IV ha preso in mano le redini di un personaggio complesso e problematico e ha deciso di farlo tornare un po’ al passato del personaggio. Tantissima azione ha caratterizzato questa run e tanti sono stati i colpi di scena. Abbiamo finalmente visto il ritorno di Nightwing al suo vecchio costume nero e blu in spandex e anche una scena parecchio interessante con Barbara. Il buon Dick, ha infatti subito un totale lavaggio del cervello che lo ha reso succube di Joker. Mentre Barbara… beh, vi basti sapere che l’Oracolo è di nuovo tra noi.

Cosa ha lasciato di concreto questa run? In primis che Jorge Jimenez con Batman si è divertito e ha concretizzato uno stile molto ferreo, dettagliato e movimentato. La storia la si vive con una certa velocità e potenza, la stessa con la quale Joker colpisce Batman alla fine della storia. C’è tanta ispirazione proveniente dagli altri fumetti e film e ne ho già parlato. In secundis, abbiamo Punchline in libertà. Una pericolosa assassina che voleva diventare più grande di Joker. Una donna tanto intelligente quanto brutale.

La donna ha infatti dimostrato di essere stata soggiogata da Joker per le sue malefatte e ha quindi ricevuto il perdono, ma sarà cosi? Ovvio che no.

Joker War è una saga che ricorderemo anche per ciò che verrà dopo, che tratterà sicuramente anche Bane. La ricorderemo perché Alfred è stato ucciso una seconda volta, ma stavolta in modo diverso.

Ciò che infine lascia questa guerra sono i cocci di un personaggi sconfitto da ogni lato, in ogni modo e da ogni nemico. Una guerra che ha fatto avvicinare diversi personaggi importanti e ha permesso di vedere la follia di una persona che non ha più niente di umano.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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