One Piece: Oda ha scritto cos’è il tesoro e l’ha gettato in fondo all’oceano — i fan stanno già cercando le coordinate

One piece Luffy con Gear 5
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Il 3 marzo 2026, Eiichiro Oda si è seduto al suo tavolo da disegno, ha preso un foglio e ha scritto la risposta alla domanda che tormenta milioni di fan da quasi trent’anni: cos’è il One Piece? Il foglio è stato diviso in due parti, sigillato in un forziere in miniatura, protetto da una sfera di vetro resistente alla pressione e calato in mare aperto. Ora si trova a 651 metri di profondità — e ci resterà fino alla fine del manga.

L’operazione è stata realizzata in collaborazione con la Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology e con la Guardia Costiera giapponese, ed è stata presentata come celebrazione per i 600 milioni di copie vendute della serie — il fumetto più venduto della storia.

Per chi non lo conoscesse: One Piece nasce nel 1997 sulla rivista Weekly Shōnen Jump. Al centro c’è Monkey D. Luffy, un ragazzo con il corpo elastico come la gomma che sogna di diventare il Re dei Pirati. Per farlo, deve trovare il leggendario tesoro lasciato da Gol D. Roger — l’unico pirata che abbia mai raggiunto la fine della Rotta Maggiore — sull’isola di Laugh Tale.

In quasi tre decenni di storia, Oda non ha mai rivelato cosa sia davvero quel tesoro. Ogni capitolo genera nuove teorie: c’è chi sostiene che il One Piece sia la storia stessa dell’avventura, chi pensa sia una “Alba” capace di cambiare il mondo, chi — come teorizzano in molti su Reddit — crede che Luffy stesso sia il One Piece in quanto reincarnazione di Joy Boy, il leggendario eroe del passato.

Naturalmente, il fandom non ha aspettato. Un utente Reddit ha già analizzato frame per frame il video del lancio, individuando l’angolo del sole al tramonto, la texture del fondale (sedimento fine, correnti calme) e i riferimenti istituzionali nella descrizione. La sua conclusione: la capsula è probabilmente nella Baia di Suruga, a largo di Shizuoka — vicinissima a Tokyo, dove vive Oda, e zona di ricerca abituale per l’agenzia oceanografica giapponese.

Nessuna conferma ufficiale, ovviamente. Ma questo è esattamente il punto: Oda ha trasformato il mistero più grande del manga in una caccia al tesoro reale, letteralmente oceanica. Il One Piece esiste, è scritto su un foglio, e aspetta in fondo al mare.

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