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Con l’uscita di Grand Theft Auto VI fissata al 19 novembre 2026, Rockstar Games ha alzato al massimo le difese contro le fughe di notizie, adottando tattiche degne di un’agenzia di intelligence. Secondo il noto insider Reece “KiwiTalkz” Reilly — che negli ultimi anni è riuscito a intervistare diversi sviluppatori Rockstar — la situazione attuale è senza precedenti: “Rockstar è blindata come Area 51. Ottenere informazioni è quasi impossibile in questo momento. Nessuno parla di GTA 6, punto.”
La strategia non si ferma al silenzio. Reilly ha confermato che Rockstar sta attivamente diffondendo informazioni false tra i dipendenti per identificare eventuali leaker: ogni persona con accesso ai dettagli del gioco riceve una versione leggermente diversa di certi contenuti, come una sorta di “impronta digitale”. Se quella versione trapela online, è immediato risalire alla fonte. Una tecnica usata da agenzie di spionaggio e grandi produzioni cinematografiche, ma raramente così deliberatamente applicata nel mondo dei videogiochi.
Il motivo è comprensibile: lo sviluppo di GTA 6 ha già superato 1 miliardo di dollari di costi, e Rockstar ha subito una delle peggiori violazioni della storia del gaming nel 2022, quando un hacker rilasciò oltre 90 video e screenshot del gioco. Nel frattempo, Take-Two ha confermato con insolita sicurezza la data di uscita del 19 novembre, annunciando che la campagna marketing partirà in estate — probabilmente con un terzo trailer verso maggio. Il CEO Strauss Zelnick ha dichiarato: “Mi sento bene riguardo alla data. Molto bene.”
Il risultato pratico è che il flusso di leak credibili si è praticamente azzerato, e i pochi che circolano online vengono accolti con scetticismo dalla community, consapevole che potrebbero essere “esche” piazzate da Rockstar stessa.









