Blasco Pisapia

Durante il Napoli Comicon 2025 ho avuto l’enorme piacere di scambiare quattro chiacchiere con Blasco Pisapia. Un autore che non avrebbe bisogno di una presentazione, in fondo si tratta di uno degli artisti partenopei che ha dato una grandissima spinta al mondo Disney e il suo amore per la sua terra traspare in ogni storia (attualmente trovate in edicola il meraviglioso volume XXX che racchiude diverse storie di Blasco).

Abbiamo parlato di disegni, del mondo Disney e ovviamente del grande elefante nella stanza che continua a scuotere tutti i creativi del mondo, l’Intelligenza Artificiale.

Copertina di Topolino del Napoli Comicon firmata da Blasco Pisapia

Domanda: Al di là dei riferimenti ovvi a Barks, se dovessi distillare l’essenza unica dello stile Pisapia in una singola parola o concetto, quale sarebbe?

Risposta: Oh, mamma mia, così su due piedi. Se dovessi rispondere in un singolo concetto, direi che il mio stile è proprio quello di non avere uno stile preciso. Non mi interessa essere riconoscibile come autore. Sarei contento se chi legge le storie vedesse Paperino e Topolino per come sono veramente, senza pensare a chi li ha disegnati.

Domanda: Qual è l’abilità più sottovalutata oggi per un disegnatore che mira a padroneggiare uno stile classico del fumetto Disney?

Risposta: Direi la capacità di cogliere i riferimenti classici, sia come storie che come disegni. Oggi i lettori più giovani potrebbero non riconoscere certi riferimenti perché sono abituati a uno stile visivo più omologato. Un tempo su Topolino si trovava una grande varietà di stili, mentre oggi, nonostante una qualità media migliore, c’è meno diversità.

Blasco Pisapia

Domanda: Come combatti la fatica creativa quando ti trovi a disegnare la stessa ambientazione o lo stesso personaggio ripetutamente?

Risposta: Se disegno una storia mia, so cosa voglio raccontare, quindi non mi annoio. Se invece lavoro su una sceneggiatura di altri, devo fare uno sforzo per entrare nel testo e trovare un motivo di divertimento. Mi piace aggiungere dettagli, studiare pose o migliorare le inquadrature per mantenermi stimolato.

Domanda: Immagini un’intelligenza artificiale che generi una storia perduta di Godfredson o Barks, stilisticamente perfetta. Avrebbe lo stesso valore artistico dell’originale?

Risposta: Penso che sia possibile che accada presto, forse tra mesi. Ma una IA potrà replicare lo stile solo superficialmente. I veri artisti come Godfredson raccontavano la società del loro tempo con sfumature uniche. Chi conosce quei maestri riconoscerà sempre la differenza.

Domanda: Qual è la cosa più difficile da disegnare per te? Non un oggetto, ma un’atmosfera, come il silenzio carico di tensione o la malinconia dolce.

Risposta: Mi rendo conto che la mia tavolozza tende istintivamente verso atmosfere malinconiche. La vera sfida è evitare di seguire sempre questo sentiero e cercare di raccontare anche emozioni diverse, come la tensione o l’azione serrata, che richiedono più lavoro e attenzione da parte mia.

Blasco Pisapia

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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