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Orochi – Recensione

Posted on 4 Marzo 20214 Marzo 2021

Non tutte le opere fumettistiche dal Sol levante ci arrivano sempre con tempestività. Ne è un esempio il caso di Orochi, opera di Umezu Kazuo, artista eclettico in arte “Umezz”, rimasta inedita in italia fino ad ora.
Orochi, che consta di una serie in 6 volumi tankobon e che è stato pubblicato per la prima volta in Giappone dal  1969 al 1970, sulle pagine della rivista Shuukan Shonen Sunday di Shogakukan. Ora, grazie alla Star Comics, è finalmente arrivato anche in Italia, edito dal 24 Febbraio 2021.

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La Star Comics, infatti, dal 2019 ha iniziato a pubblicare una collana interamente dedicata al Mangaka, intitolata “Umezz Collection”, grazie alla quale i lettori possono ora scoprire un artista eccezionale che ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop giapponese.
Pur essendo famoso per i suoi manga Horror, stile che copre la maggior parte delle sue opere, Umezz è un artista che si è cimentato anche in altri generi come sci-fi e commedia (seppur in pochi volumi) con altrettanto successo.
Orochi è un’antologia di storie horror autoconclusive ambientate nel Giappone degli anni sessanta circa. Le storie hanno un solo filo conduttore:  una giovane donna dai misteriosi poteri di nome Orochi, per l’appunto.

È nel primo volume di Orochi che facciamo la conoscenza di questa misteriosa protagonista, la quale, nonostante non voglia mai farsi invischiare troppo nelle faccende degli umani, ne viene inevitabilmente catturata e così, quando interviene, complica tutto.
In “Sorelle”, la prima storia raccontata, Orochi bussa alla porta di casa di due sorelle In una notte di tempesta in cerca di riparo. Con una magia  fa credere alle due sorelle di essere la nuova domestica. Qui fa la conoscenza  di Rumi ed Emi, due ragazze bellissime che al contempo celano ben più di un segreto. Presa dalla curiosità di scoprire cosa fosse, Orochi resta più del necessario in quella casa e scopre che, purtroppo, le due ragazze sono vittime di una maledizione.

Nella seconda storia,  intitolata “Ossa”, si racconta di Chie, una giovane donna segnata profondamente nell’anima da un’infanzia travagliata. Orochi, che ora fa l’infermiera, viene a fare casualmente la conoscenza di Chie. Quest’ultima, che ora è una donna adulta e bellissima, intanto è riuscita a trovare finalmente la felicità tanto agognata, ma si trova  davanti ad un profondo bilico emotivo.
Anche qui l’aiuto di Orochi, che voleva essere solo a fin di bene, non fa altro che che peggiorare il tutto, svelando anche terribili segreti.

Letti così potrebbero sembrare incipit di storie a sfondo comico, piuttosto che horror; in effetti l’orrore che troviamo in questi volumi, più che essere il classico horror dalla crudezza delle scene, è bensì un horror psicologico. Tutto l’orrore e la suspense derivano dall’esplorazione della psiche dei protagonisti. E per di più tutto ciò si ottiene con una quantità estremamente minima di violenza e sangue. L’horror ed il senso di repulsione non vengono suscitati da fattori mistici o magici, ma è il dare enfasi all’uomo stesso con le sue fragilità, perversioni ed ossessioni che funge da fattore di disgusto e paura. I poteri di Orochi sono solo uno stratagemma stilistico per dar moto a riflessioni e generare una profonda inquietudine.

Questo senso di inquietudine è indiscutibilmente enfatizzato dallo stile grafico di Umezz. Infatti l’arte di Umezz è eccezionale a livello grafico, con un uso dei neri sapiente e bilanciato, che rende ogni tavola accattivante. Le atmosfere, così come le tavole, diventano asfissianti nei momenti giusti e senza mai eccedere, donando sempre al lettore quei giusti attimi di respiro.
L’opera trasuda anni ‘60 in ogni pagina, eppure ciò non la pregiudica affatto, anzi la arricchisce ulteriormente, impreziosendola con un fascino retrò.

L’edizione Star Comics è perfetta, riproducendo anche il formato tankobon con una carta di qualità. Unica nota (che comunque non va minimamente ad inficiare l’opera): invece di essere catapultati subito nella storia, ad inizio volume di ogni capitolo della collezione avrei preferito avere delle informazioni sull’artista e/o sull’opera stessa.

Orochi è un’antologia horror consigliata a tutti gli amanti del genere e a chi ha semplicemente voglia di scoprire un autore molto particolare. Un’opera che preferisce giocare sulla psicologia umana piuttosto che suscitare orrore con violenza e sangue. Seppur abbastanza datata, non risente minimamente degli  dei suoi anni, anzi ne viene arricchito. Impreziosito ulteriormente dalla riedizione di qualità Star Comics, con un lettering pulito e preciso. Senza dubbio consigliato a chi vuole rompere la monotonia di questo periodo con un autore davvero interessante.

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