Spider-Gwen: Ghost-Spider

L’evento Spider-Geddon è arrivato al suo secondo numero d’uscita e intanto abbiamo anche avuto i primi tie-in che ci permettono di capire meglio il coinvolgimento di alcuni personaggi. Marvel ha pensato di far intrecciare questa nuova battaglia con le prime uscite (e quelle successive) di alcune nuove serie annunciate durante il San Diego Comic-Con. Vi ho già parlato del Superior Octopus, che con il primo numero ha messo in mostra quello che è il problema primario che scatena tutta la vicenda. Stavolta invece mi trovo a parlarvi di una serie abbastanza attesa dal sottoscritto, Spider-Gwen: Spider-Ghost. Tagliamo corto quindi e iniziamo con la recensione.

Spider-Gwen, addio

Gwen Stacy vola tra i cieli della sua città e riflette, pensa a diverse cose e si rivolge al lettore infrangendo un po’ la quarta parete che ci separa. La ragazza è conosciuta come Spider-Gwen, anche se preferisce Spider-Woman. Entrambi i nomi sembrano però non piacerle molto e il suo vero desiderio è quello di cambiarlo. Ovviamente noi lo conosciamo già il suo prossimo nome in codice, Spider-Ghost. Dopo un breve combattimento contro dei ladri, la giovane ragazza si ritrova con il caro buon Spider-Ham, che le spiega del ritorno degli Eredi e quindi di una nuova battaglia in vista. A questo punto i due cercano di andare verso la dimensione stabilità, ma l’orologio della ragazza si guasta e la porta in una nuova dimensione. Qui le cose sono diverse, ma c’è una cosa che Gwen ha imparato nel corso degli anni. Ogni universo ha un suo Reed Richards, Tony Stark, Osborn e ovviamente Peter Parker.

Un nuovo nemico

Quella di Seanan McGuire è una sceneggiatura che lascia il lettore stupito nel più positivo dei sensi. La potenza della ragazza viene confrontata con i tanti piccoli problemi che la attanagliano. Anche il cambio del nome è tra questi ovviamente, ma non solo. L’arrivo di Spider-Ham vuol dire il ritorno degli Eredi e l’arrivo una realtà sconosciuta porta la giovane ad affrontare un nuovo nemico, a cercare un aiuto, ma non trovarlo e infine incontrare lui. Seanan guida la giovane con una bravura non indifferente e mette a segno un ottima partenza per Gwen, oltre che dare una spiegazione di alcune citazioni in Spider-Geddon #2.

Le matite a firma di Rosi Kampe si adattano a perfezione al fumetto e al suo stile, ma donano anche qualcosa in più. Lo stile sembra quasi volgere sul neo-noir con delle sfumature chiare e calde. Il tratto di Rosi è preciso, ma a tratti spigoloso, quasi come se fosse un mezzo schizzo. Ovviamente questo non è un difetto. Sembra appunto una storia neo-noir, ma forse a tratti lo è. Intanto bisogna dire che il look del nuovo nemico è davvero spettacolare.

Spider-Gwen: Ghost-Spider

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Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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