Non sono mai stato un amante delle trasposizioni animate dei fumetti, ho sempre preferito leggere l’opera originale per evitare di perdermi parti essenziali della storia e di vedere quintali di filler inutili. Quella di Seven Deadly Sins è un’eccezione poiché l’anime è abbastanza fedele al manga, le animazioni sono fatte come dio comanda e, ultimo ma non per importanza, posso vederlo tranquillamente su Netflix.

Un annetto fa ho divorato la prima stagione e un paio di settimane fa ho potuto finalmente fare il bis con la seconda stagione. Premetto che io sono in pari con il manga quindi sono nelle condizioni di valutare l’attinenza degli eventi a quelli originariamente narrati nell’opera di Suzuki Nakaba, inoltre ho visto la serie con doppiaggio italiano e sottotitoli in inglese, che dirvi, non sono un feticista della voce dei nostri amici del sol levante.

Seven Deadly Sins: Il risveglio dei dieci comandamenti

Per quanto riguarda l’attinenza alla storia, inizialmente ho avuto dei dubbi poiché con pochi episodi hanno coperto un intero arco narrativo ma sono rimasto piacevolmente sorpreso  quando ho appurato che non hanno trascurato nessun elemento essenziale al fine di comprendere a pieno lo svolgersi degli eventi riuscendo a rendere l’intera stagione estremamente dinamica, mai noiosa e tutto questo fin dai primi episodi. Certo, mi direte voi, anche nel fumetto non ci sono momenti di noia ma vi assicuro che spesso e volentieri guardando delle trasposizioni mi sono trovato davanti a saghe, che in origine erano pura goduria visiva, trasformate in interminabili episodi piatti e noiosi quanto una gara di corsa tra tartarughe.

Una piccola, e neanche molto piccola, nota negativa è il fatto che non hanno mostrato il passato di Gowther che nel manga è stato mostrato in dei capitoli speciali, ed è stata una mossa sbagliata dato che hanno mostrato altre cose che avvengono in capitoli speciali che in fin dei conti servono solo a riempire quelli che altrimenti sarebbero dei buchi di trama mentre hanno trascurato il capitolo su Gowther che invece serve molto per capire e poter apprezzare a pieno il nostro amato peccato di lussuria.

seven deadly sins

Adattamento e doppiaggio

Qui casca un po’ l’asino perché non posso dire di aver pienamente apprezzato certe scelte di doppiaggio e/o adattamento.  Alcune parti sono state doppiate e adattate un po’ superficialmente, ad esempio non vedevo l’esigenza di cambiare frasi come “tesoro sacro: rilascio” in “tesoro sacro: liberati” che personalmente sono un pugno nell’occhio (o nelle orecchie) e se queste possono essere piccolezze che possono essere apprezzate o meno, in altri casi ho visto delle intere sequenza rese  non proprio bene, sto parlando di Escanor. A chi non ha ancora visto la seconda stagione basti sapere che una scena che trasuda epicità da tutti i pori è stato un pelino rovinata da un adattamento che lascia a desiderare, chi ha già visto la seconda stagione o è in pari con il manga può leggere le prossime due righe

Inizio Spoiler

Come  avrete intuito, la scena in questione è lo scontro Escanor vs Estarossa per la quale i dialoghi sono stati completamente stravolti. Ora, è vero che “Pride” in italiano può essere tradotto sia come “Orgoglio/fierezza” che come “Superbia” però è anche vero che il peccato capitale è quello della superbia, quindi non riesco assolutamente a capire perché tradurre il dialogo

“So proud. That’s what i am, the sin of pride” in “Sei così fiero. Perchè è quello che sono, il migliore di tutti”

Fine Spoiler

Ma alla fine della fiera, vale la pena vedere la seconda stagione dei sette peccati capitali? Assolutamente si, soprattutto per il finale che è riuscito ad emozionarmi più che nel fumetto e per quanto riguarda il doppiaggio/adattamento altalenante basta semplicemente vederlo in lingua originale o in inglese

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Autore

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