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Dragon Ball FighterZ – Recensione

Dragon Ball FighterZ

Sono passati più di trent’anni da quando Dragon Ball approdò nelle fumetterie di tutto il mondo. Partorito dalla mente geniale di Akira Toriyama, l’opera continua tutt’oggi a coltivare tanta passione non solo dai vecchi ma anche dai nuovi fan. E’ davvero impressionante come stanno volando gli anni. Ai tempi ricordo che, subito dopo la scuola tornavo a casa e correvo subito ad accendere la TV per vedere la prima serie di Dragon Ball. Quasi sicuramente i miei colleghi e i nostri lettori ricorderanno quando avveniva il tutto: negli anni ’90, momento durante il quale l’anime stava cominciando a spopolare come non mai anche da noi. Ci sarebbe davvero tanto da raccontarvi, ma non siamo qui per attraversare i bei tempi andati; dunque, bando alle ciance, passiamo subito alla recensione di Dragon Ball FighterZ.

Esplosioni di onde energetiche

Il picchiaduro di Arc System Works si presenta come un classico 2D con tante modalità offline e online, il quale segue le meccaniche di Marvel vs Capcom, in cui ogni giocatore sceglie tre personaggi formando una squadra. Aspetto più interessante da menzionare è la presenza di un Hub centrale, dove con il nostro minieroe andremo ad esplorare le zone a cui possiamo accedere alle seguenti modalità: Storia, Arcade, Training, Online, Battaglia locale, Incontro nell’Arena, Negozio, Replay e Classifiche.

Dragon Ball FighterZ
Una grande varietà di contenuti, tutti riuniti in un unico Hub centrale.

La storia di Dragon Ball FighterZ si presenta dopo gli eventi del futuro Trunks, quando l’androide N.16 torna misteriosamente in vita e degli androidi – che sono protagonisti e antagonisti – tornano in vita per attaccare la terra. Dunque, il nostro scopo sarà quello di salvare i nostri amici alleati come Gohan, Trunks, Vegeta. A lungo andare, la trama non spicca mai e diventa a tratti ripetitiva. Pensare di dover affrontare cinque o sei volte lo stesso clone, poi, può stancare. Tuttavia, il punto più alto della narrazione è il finale, che si conclude con una bellissima sequenza finale.

La modalità che ho apprezzato di più è l’Arcade, che è stata divisa in tre sezioni: Via del serpente, Estrema Gravità e Stanza dello Spirito e del Tempo. Per ogni percorso effettuato si andrà a sbloccare il livello difficile e per ogni combattimento si aumenterà sempre di grado. Oltre alla suddetta, per quanto riguarda la componente offline, troviamo anche l’Allenamento. Qui c’è la possibilità di effettuare un addestramento libero mediante diversi tutorial da seguire. Dopodiché troviamo la Sfida a Combo, in cui potremo aderire a diverse sfide da completare con tutti i personaggi eseguendo correttamente tutti gli attacchi dei guerrieri.

Videogioco o anime?

Al tal proposito, il gameplay di Dragon Ball FighterZ propone una gradita e inaspettata sorpresa. Durante un combattimento, appena raggiungeremo il livello 7 nella barra posta in basso allo schermo, si potranno acquisire le sfere del drago, ed una volta radunate tutte e sette potremo evocare il Drago Shenron. Grazie ad esso, ci verrà conferita la possibilità di esprimere un desiderio per quattro abilità da scegliere entro pochi secondi. Sono rimasto un po’ perplesso per l’assenza di molte trasformazioni durante i combattimenti, ma al di là di questo, alla fine il risultato di tutto ciò è sempre spettacolare. Essendo un gioco molto caotico poi, a volte, questa cosa non ci avrebbe certo aiutato.

Dragon Ball FighterZ
Il lavoro di Toriyama non è mai stato trasportato così fedelmente in un picchiaduro.

Ottenere un equo bilanciamento per un picchiaduro di questo calibro, infatti, non è per niente semplice. Ho notato che scegliendo personaggi come Crillin o Yamcha sarebbe pressoché impossibile fronteggiare quelli più forti. Ad esempio Black Goku risulta molto forte, stesso discorso si può fare per le varianti Super Saiyan Blue di Goku e Vegeta, sbloccabili finendo tutto i percorsi della modalità Arcade od ottenendo i punti Zeni, ossia la valuta del gioco (che grazie alle “casse premio”, potremo sbloccare avatar, oggetti, titoli e personaggi – per la sala d’attesa). Alcuni personaggi per esempio hanno bisogno di essere più “studiati” come il nuovo Androide 21, Hit e Bills, visto che hanno un moveset particolare.

Arrivati a questo punto della recensione è giunto il momento di parlarvi della modalità online. In Dragon Ball FighterZ c’è la possibilità di fare un match classificato o un match rapido. Da quello che ho potuto provare in questi giorni, il matchmaking risulta abbastanza lento, forse per via dei server sovraffollati. Ma il problema che ho rilevato di più è sicuramente la mancanza dell’invito vero e proprio, che dopo vari tentativi è possibile far entrare un amico nella lobby. Nonostante ciò, Dragon Ball FighterZ risulta essere molto divertente e piacevole da giocare.

A livello grafico, inoltre, il lavoro svolto dal team è davvero straordinario. Più di una volta mi sono chiesto se stavo realmente giocando o vedendo direttamente l’anime. Il team ha usufruito del motore grafico Unreal Engine 4, e lo si nota fin dall’inizio dalla mole di dettagli impressionanti dedicati a tutti i personaggi. Una gioia per i nostri occhi.

9/10

Commento finale

Dragon Ball FighterZ è un gioco che ogni amante o non della serie di Toriyama dovrebbe assolutamente possedere tra le mani. Pensate un po’: l’ho trovato perfino accessibile a chi non mai calcato il genere del picchiaduro. Sebbene la campagna principale non abbia soddisfato appieno le nostre aspettative, l’eccellente opera di Arc System Works in quello che promette di essere è e rimane, senza dubbio, uno dei titoli imperdibili del 2018.