Conan il Cimmero: L’ora del dragone

Su queste pagine ho parlato parecchie volte delle trasposizioni europee delle storie di Conan Il Cimmero. Sono sempre storie fatte di sangue, violenza, potere e anche di sesso. Tutte le volte inoltre ci si ritrova con una sensazione di stupore, per quell’aria molto epica che si respira all’interno delle storie. Ora siamo giunti alla decima storia pubblicata da Star Comics Edizioni, Conan Il Cimmero: l’Ora del Dragone, che inoltre rappresenta un bel salto in avanti per certi aspetti.

L’ora del dragone è una storia che nasce nel 1934, ma per una serie di sfortunati eventi l’editore fallisce prima dell’invio del romanzo. Alla fine i lettori dovranno attendere il 1950 per poterci mettere le mani sopra. Inutile dire che l’attesa verrà ripagata e questa storia per molti diventerà la migliore in assoluto. Come dargli torto.

Il racconto ha come nemico un antico imperatore, nonché mago, Xaltotun. Risvegliato da alcuni pretendenti al trono, egli accetterà di sconfiggere il Cimmero, ma sue condizioni. La sua immensa forza era inattesa da Conan, che dopo la morte del proprio esercito (in questo momento lui è il re di Aquilonia), si ritroverà in prigione, proprio per volere dell’antico imperatore.

Julien Blondel ha adattato la sceneggiatura in modo che sia di facile lettura e soprattutto veloce. Ci sono dei punti che avrebbero meritato un pizzico d’attenzione in più in quanto gli eventi appaiono un po’ disorganizzati e senza una vera conclusione. Si tratta però di una minima parte del grande ecosistema del mondo di Conan e a mio avviso, ogni volume accende il desiderio di leggere i romanzi.

Conan stavolta appare diverso dal solito. È un uomo più risoluto e deciso ed è un vero re, conscio dei propri doveri. I personaggi femminili stavolta hanno un grande valore anche per le future storie, che spero di riuscire a vedere grazie a Star Comics. Non è quindi la classica storia “conaniana”, ma si tratta chiaramente di una maturazione nello stile di Howard e nella vita del Cimmero.

Guardando l’albo è facile restare ammaliati dallo stile di Valentin Sécher, che vanta di un realismo realmente sorprendente. Il tratto preciso e delicato permette la creazione di figure umane realistiche, ma allo stesso tempo poco statiche. Si sente l’aria di un Federici, ma senza la sua staticità. Quindi anche dal lato visivo, questo Conan è diverso dai precedenti, assomigliando un po’ ai classici barbari di D&D e del genere Sword & Sorcery in generale.

Gli ambienti sono iper dettagliati, con le luci che mettono in risalto i punti più importanti delle scene, ma non solo. Le stesse ombre coprono delle parti importanti dei volti di alcuni personaggi, rendendoli più crudeli e autoritari. I colori morbidi e delicati creano comunque una continua sensazione di leggere un’opera di pregio, donando un ulteriore sensazione di realismo ai personaggi.

Come sempre, l’edizione Star Comics vanta una copertina rigida di qualità. La carta ha una grammatura piuttosto pesante, tipica dei cartonati. La chicca arriva però alla fine, con un piccolo approfondimento riguardante la creazione della storia. Mancano purtroppo gli schizzi preparatori, ma va bene anche così.

Conan il Cimmero: L’ora del dragone cover italiana recensione di HavocPoint.it

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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