
Chiunque sia cresciuto con i manga e gli anime di Yoichi Takahashi conserva il ricordo indelebile di rincorse infinite su campi dalla curvatura evidente e tiri capaci di sfondare la rete. A distanza di sei anni da Rise of New Champions, Tamsoft e Bandai Namco tornano sul terreno di gioco con Captain Tsubasa 2: World Fighters, un seguito che alza l’asticella della spettacolarità e del coinvolgimento narrativo, confermandosi come un tributo d’amore alla serie pur portandosi dietro alcuni storici limiti strutturali.

La modalità principale ruota attorno al celebre arco narrativo del World Youth, guidando il giocatore dalle prime esperienze brasiliane di Tsubasa alle selezioni liceali giapponesi, fino alle intense qualificazioni asiatiche. L’impiego del calciatore personalizzato tramite editor funziona egregiamente, trasformando il nostro avatar nel punto focale dell’intreccio. Il lavoro svolto sulla lore e sul fanservice è semplicemente monumentale, poiché non si limita ai grandi volti della serie come Hyuga, Wakabayashi o Misaki, ma dona dignità e spazio anche alle comparse più marginali. Tuttavia, questa enorme mole di dialoghi e scene intermedie finisce per appesantire il ritmo di gioco, avvicinando l’esperienza a quella di una visual novel e frammentando l’azione sul campo.
Sul piano visivo, il cel-shading offre uno spettacolo travolgente in cui lo schermo esplode tra tigri di fuoco, falchi e raggi luminosi ad ogni mossa speciale. Il gameplay introduce meccaniche interessanti come il sistema Chain per concatenare azioni ed erodere la resistenza del portiere, insieme alla personalizzazione delle abilità sul tasto R2. Ciononostante, il motore di gioco in tempo reale mostra diverse contraddizioni: la riuscita dei contrasti risente più del tempismo sui tasti che del divario tecnico reale tra i giocatori, mentre l’assenza di duelli uno contro uno con il portiere e l’impossibilità di modificare la formazione a gara in corso limitano la profondità strategica.
In conclusione, Captain Tsubasa 2: World Fighters si presenta come la celebrazione più ricca e visivamente appagante mai dedicata al franchise. Pur sacrificando un po’ di fluidità di gioco sull’altare di una narrazione monumentale e di un gameplay non esente da difetti, rimane un titolo caldamente consigliato a tutti gli amanti dell’opera originale e a chi cerca un’esperienza calcistica arcade profondamente esagerata.

