
The Walking Dead: Streets of Survival, sviluppato da Odaclick Game Studio e pubblicato da Trailmark Games, tenta di ridare vita al celebre universo narrativo nato dalla mente di Robert Kirkman e portato al successo dal piccolo schermo, scegliendo un approccio decisamente nostalgico: un picchiaduro a scorrimento in due dimensioni dall’estetica squisitamente retro. Il titolo decide di concentrarsi su uno dei momenti più drammatici e iconici della serie televisiva, vale a dire l’arco della Guerra Totale che vede la comunità dei sopravvissuti opporsi alla tirannia di Negan e dei suoi Salvatori. Attraverso ambientazioni ben note agli appassionati come Alexandria o Hilltop, il gioco prova a coniugare la struttura classica dei brawler anni novanta con le dinamiche di sopravvivenza proprie del franchise.
Il sistema di combattimento permette di prendere il controllo di figure simbolo come Rick Grimes, Daryl Dixon e Michonne—mentre lo stesso Negan diventa selezionabile solo dopo aver completato per la prima volta l’avventura—ciascuno caratterizzato dal proprio equipaggiamento distintivo, dal revolver magnum alla balestra fino alla katana. L’azione mescola attacchi ravvicinati, schivate e l’impiego di armi da fuoco secondarie recuperate lungo il percorso. Una delle intuizioni più azzeccate risiede nella gestione degli scontri a tre vie, dove i vaganti non fanno distinzioni e attaccano indistintamente sia il giocatore sia i soldati nemiche, offrendo interessanti spunti tattici come la possibilità di attirare le orde contro i Salvatori o far saltare le difese ambientali per aprirsi un varco. A ciò si aggiunge una leggera componente di progressione tramite punti conoscenza da spendere per migliorare la resistenza o la capacità dell’inventario tra una missione e l’altra.

Nonostante le buone premesse e un comparto visivo in pixel art capace di ricreare bene l’atmosfera cupa della serie, l’esperienza viene fortemente penalizzata da evidenti rigidità strutturali. Il problema principale risiede nella colposa imprecisione del sistema di combattimento: una volta avviata una sequenza di attacchi è impossibile cambiare direzione, lasciando il protagonista completamente scoperto di fronte ai nemici che si muovono alle sue spalle. A questo si somma un sistema di puntamento automatico per le armi a distanza del tutto imprevedibile e l’odiosa abitudine dei soldati armati di fucile di sparare da fuori dallo schermo, interrompendo continuamente il flusso dell’azione. Risulta inoltre incomprensibile la scelta di sviluppare un picchiaduro arcade moderno del tutto privo di una modalità cooperativa, costringendo ad affrontare l’intera campagna esclusivamente in singolo giocatore.
In conclusione, The Walking Dead: Streets of Survival si assesta come un’opera sufficiente ma fortemente limitata, ideale per concedere un paio d’ore di distrazione scanzonata ai fan più incalliti dello show grazie a un’ottima caratterizzazione visiva, ma troppo farraginosa e ripetitiva nelle sue meccaniche di base per poter rivaleggiare con i grandi esponenti del genere brawler.

