Eccoci con una nuova serie che promette di tenerci col fiato sospeso ad ogni pagina, Freak Island. Nato dalla mente e dalla matita del mangaka Masaya Hokazono, Freak Island si presenta immediatamente al lettore per ciò che è: un seinen di genere horror psicologico, nel quale l’autore si colloca tra i veterani del settore. Indubbiamente il ritmo serrato delle azioni che si susseguono come una valanga, con momenti privi di violenza talmente brevi da non lasciar tempo a chi legge di prendere mentalmente un respiro di sollievo, è uno schema classico del genere per mantenere il cervello sempre su di giri e invogliare a divorare una pagina, e spesso un intero volume, dopo l’altra.

L’isola che non c’è

Un’isola “disabitata” che non compare sulle mappe né su internet ma che i nostri sei membri del club di archeologia si trovano davanti e, prima ancora di aver deciso come approdare, ecco che l’isola tende la sua trappola. Un’indole cruenta che mette a nudo le paure e le reazioni degli esseri umani davanti all’incombente pericolo di una morte violenta ed immotivata, fonte di quella che sembra una furia omicida cieca ed indiscriminata ma, d’altronde, cosa ci si poteva aspettare da un manga nel quale i vari capitoli sono enunciati col termine “tragedia”?

Fede deviata

In un’ambientazione abbastanza contemporanea si intrecciano leggende, folklore ed efferatezze odierne dando vita ad un’opera che risulta un mix ben bilanciato e supportato da una storia che, per ogni informazione concessa, suscita molta curiosità e stupore nella mente del lettore il quale quasi non si accorge del susseguirsi dei capitoli senza notarne il distacco. Nel primo volume, che presenta il contesto preparando il giusto terreno per decine di speculazioni, troviamo alcune delle realtà che vessano il Giappone moderno accostate, e spesso fomentate, da antiche problematiche risalenti anche al periodo Edo (nello specifico durante lo shogunato Tokugawa) tenuto insieme da un classico collante che caratterizza il genere horror: il sovrannaturale, che ci precede anche nei volumi
successivi.

Autore

redazione@havocpoint.it

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