Disincanto

È oramai da anni che navigo tra forum, gruppi, pagine e qualsivoglia luogo di ritrovo virtuale per appassionati di fumetti, serie tv e chi più ne ha che più ne metta. Se c’è una cosa che ho imparato in tutto questo lungo periodo è che unabuona parte del popolo di Internet ragiona per assolutismi ed è possibile leggere tutto ed il contrario di tutto. Certo, so cosa state pensando, che anche questo sembra un assolutismo, ma vi assicuro che non è così.  Ne ho avuto la prova leggendo in giro opinioni su Disincanto perchè io sono uno di quelli che prima di “perdere tempo” guardando una serie vuole sapere se ne vale o meno la pena, e cosa ho letto in giro?

Ovviamente i primi commenti che ho letto sono stati quelli negativi, e da quel che la gente scriveva sembrava la peggior serie animata di tutta la storia, ma dopo non molto uscirono fuori commenti che la facevano apparire come un capolavoro partorito da Groening. Fui abbastanza accorto da non credere a nessuna delle due correnti di pensiero ma seguii i consigli di gente fidata che mi hanno convinto a dare una chance alla serie.

C’è poco da dire riguardo alla serie, Groening ha voluto giocare facile, volendo sfruttare il brand del Fantasy che sta fruttando parecchio. Peccando quindi di “banalità” e puzzando un po’ di stantio poiché sembra di vedere un Adventure time con contenuti rivolti ad un pubblico più adulto, ma pure su questo avrei da ridire.

La maggior parte delle battute si basano sull’uso dell’alcol e delle droghe. Mettiamo pure che spesso le battute vengono pure ripetute, con la sensazione quasi che l’autore pensi che per far ridere un adulto basti scherzare sulle sostanze stupefacenti o sul sesso, cosa decisamente non vera in quanto in 10 episodi, personalmente avrò riso di gusto si e no 2 volte.

Ma ho letto in giro che questa serie “non punta a far ridere” e facendo finta di crederci, cosa resta oltre alle battute?  Una trama banalotta, colpi di scena molto telefonati, dei personaggi che lasciano a desiderare ed un buon comparto grafico. Quale sarebbe quindi l’obiettivo dell’autore? Molti dicono che ha voluto mettersi alla prova, ha voluto sperimentare ed è una giustificazione che personalmente concedo a chi è alle prime armi non dal papà dei Simpson e di Futurama.

È anche vero però che oramai i nostri standard si sono alzati parecchio, e qui il rimando al titolo. Infatti siamo oramai stati abituati a serie come  Bojack Horseman o Rick e Morty equindi il caro Groening aveva la strada tutt’altro che spianata.

Ma arriviamo al punto. Vi consiglio di vederla?  La risposta è si, per alcune semplici ragioni.

Sono 10 episodi, tutti molto scorrevoli, inoltre siamo solo alla prima stagione e magari con la seconda si avrà un miglioramento, come successe con Futurama, magari  si avrà un’evoluzione della trama ed una comicità che va oltre il “Hey la principessa Bean è ubriaca ahahaah”.

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Autore

redazione@havocpoint.it

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