Batman 63

Siamo arrivati al terzo numero degli incubi di Batman, l’arco Knightmares che sarà il preludio verso qualcosa di più profondo e duro da digerire. Tom King sta tessendo le tessere mentre la testata Detective Comics sta raggiungendo il fatidico numero 1000, già raggiunto da Action Comics. Passiamo velocemente in rassegna questo numero in attesa del prossimo e dei suoi incubi.

Cat – Batsy

Continuano a innescarsi gli incubi senza fine nella mente del Cavaliere Oscuro, che in balia dei suoi problemi si ritrova a vivere diversi momenti della sua vita accaduti poco prima. In quest’albo vediamo Catwoman arrivare all’appuntamento con Bruce e con un bacio appassionato i due si sposano. Un sogno a occhi aperti insomma e infatti sarà il suo amico Constantine a rammentargli questo. L’uomo apparirà in modo cadenzato per avvertire Bruce che si tratta di un incubo e che bisogna uscirci, ma ovviamente sarà dura convincere un uomo distrutto dal dolore che il suo paradiso sia finto.

L’incubo continua

La sceneggiatura scritta come sempre da Tom King prosegue nella sua direzione della drammaticitià che ci accompagnerà ancora per diversi numeri. Si tratta di un viaggio all’interno della psiche di un uomo distrutto che cerca di non scomporsi davanti a niente e nessuno. Ciò lo ha portato al suo limite però e ovviamente poi è entrato in gioco quello che sembrerebbe essere il padre di Bruce proveniente dall’universo Flashpoint. Ma scopriremo tutto più avanti. La cosa interessante è che la scrittura di Tom continua a direzionarsi verso l’introspezione e ovviamente ciò non piace a tutti in quanto manca un po’ quel Detective infallibile, che ora sembra più umano di tutti.

Dietro le matite Mikel Janin ricostruisce un racconto dolce e amaro allo stesso tempo. Il tratto si adatta perfettamente alla natura del racconto e Constantine compare in tutta la sua magnficenza. Le inquadrature non sorprendono molto, ma nemmeno deludono in nessun frangente.

Batman

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Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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