I racconti per ragazzi hanno quella forza magica tanto grande e potente da far avvicinare anche quelli che tanto giovani non sono più. Storie dettate spesso dalla semplicità e dai personaggi che hanno un piede nella magia e l’altro nel mondo reale. Ovviamente, è inutile dire che io stesso continuo imperterrito a leggere queste storie che alimentano il calderone della mia fantasia. Ultimamente mi è capitato di leggere il primo graphic novel di Lorenza Di Sepio e Marco Barretta, Daisy. Conoscerete sicuramente la giovane fanciulla che per anni ha allietato le nostre giornate con le avventure di Simple & Madama. Stavolta la storia non è più un insieme di vignette, ma è un vero e proprio racconto fantasy, che dopo la lettura ha lasciato qualche dubbio nella mia mente. Il volume è edito da Tunuè sotto l’etichetta Tipitondi, dedicata a un pubblico più giovane.

La storia che andremo a vivere vede la giovanissima ragazza di nome Daisy, che ritrovando un vecchio libro scritto da suo padre finisce direttamente nella sua storia. Da qui inizierà una duplice avventura. Da una parte avremo il padre che vedrà il corpo della figlia sulla sedia e impotente dovrà attendere e leggere le sue gesta dalle pagine del libro. Dall’altra parte invece troveremo l’avventura, quella vera.

Finita nel mondo immaginario insieme a un uomo di paglia vivo, la ragazza scoprirà che il mondo fantasy è in grave pericolo. Esiste infatti una regina potente e malvagia che fa ciò che le aggrada di più, rapisce le bambine neonate e ovviamente semina la distruzione grazie ai suoi cavalieri. Il grande altruismo di Daisy la porterà a trovare un giovanissimo alleato, Leaf, e a cercare un modo per sconfiggere la regina.

Ciò che mi ha colpito fin dalle prime battute di questo volume è la fretta. Sembra infatti che la storia sia stata gestita in modo molto frettoloso, senza giusti approfondimenti dei personaggi. Un vero peccato visto che il mondo poteva essere il cuore pulsante di una storia capace di attirare i giovani e gli adulti. Tralasciando questo difetto, trovo Marco Barretta un narratore che ha dei margini di miglioramento, ma che comunque mi ha dato l’opportunità di sognare per un po’. Grande interesse comunque verso il finale della storia, che non ha i classicismi di una fiaba.

I testi sono coadiuvati ovviamente dalle matite digitali di Lorenza, che abbandona il minimalismo estremo per dare vita a qualcosa di più elaborato. Il tratto punta un po’ su quello dei cugini francesi e anche in questo caso la semplicità dei personaggi gioca a nostro favore. La dolcezza dei lineamenti dei personaggi fa tenerezza e alla lunga non sarà difficile provare una certa empatia. I colori un po’ flat danno il senso di modernità che si ricerca ultimamente in questo genere di storie e si respira un’aria pregna di magia.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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