Il periodo del lockdown è stato difficile per tutti. Le aziende hanno perso i soldi e alcune attività hanno chiuso o stanno rischiando di chiudere e la situazione potrebbe ripetersi anche in futuro secondo alcune stime. Noi siamo stati confinati all’interno delle nostre abitazioni a vivere un periodo nero. Per fortuna che poi alcuni personaggi famosi ci hanno intrattenuto per tutto il periodo in vari modi. Leo Ortolani ad esempio ha continuato a pubblicare le sue vignette giorno dopo giorno sui social e ci ha mostrato i risvolti comici e drammatici del periodo. Feltrinelli Editore ha pensato bene di prendere tutte le vignette e di inserirle in un interessante libro, che trovate in tutte le fumetterie e librerie, Andrà Tutto Bene.

Il fumetto in questione è bello corposo e in più di 500 pagine va ad affrontare tutto il periodo del lockdown, a partire dai primi e surreali momenti. La vita per come la conosciamo finisce e la nostra società smette di essere quella di sempre. Tutti rintanati in casa, veniamo bombardati dalla televisione e dai messaggi di “Andrà tutto Bene”. I canti delle 18:00 hanno invaso le città e per un attimo le persone hanno ritrovato quel cameratismo distanziato che non hanno mai avuto e ovviamente hanno attirato lo sguardo di chi non apprezza questi gesti.

Nel parlare del periodo buio Leo Ortolani utilizza lo stille di una vignetta singola per pagina, cosa che ovviamente aiuta a una lettura più veloce, ma anche dispersiva. Ci saranno infatti dei momenti in cui nonostante la banale semplicità, vi perderete per un istante. Questo non accade sui social perché ogni frammento è diviso in un album a parte. Tralasciando questo minuscolo particolare invece, l’autore di Rat-Man ha un’abilità innata nel farci ridere, ma senza mai annoiarci. Si tratta infatti del classico stile di Ortolani che abbiamo già visto e che funziona in modo eccezionale.

Lo stile artistico di Leo è riconoscibile anche da pochissimi tratti. La caratterizzazione dei personaggi – pochi- è evidente cosi anche è evidente la sua volontà di fare un lavoro veloce in quanto era programmato per i social. Manca lo sfondo quasi sempre, ma il focus ovviamente non è quello, ma proprio il protagonista, il virus e tutte le brevi comparse. Anche i disegni esprimono comunque una certa vena comica, che talvolta si tramuta in pura drammaticità.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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