Crash Bandicoot N Sane Trilogy

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy – Recensione

Dopo un anno dall’uscita di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy su PS4, finalmente il remake della prima trilogia di uno dei platform più famosi al mondo arriva anche su PC, Xbox One e Switch. Lo studio Vicarious Vision ci presenta ben tre giochi in uno, rispolverando i vecchi successi della Naughty Dog.

Attraverso l’uso del fantascientifico marchingegno “Evolvo Ray”, il dottor Neo Cortex sta creando in Australia un pericolosissimo esercito formato da animali tramutati in pericolosi esseri umanoidi. Per dare un capo al suo esercito, Cortex decide di creare Crash Bandicoot che, appena nato, sfugge dalle grinfie del dottore e diventa la sua stessa nemesi.

Crash Bandicoot
Verrebbe quasi voglia di farsi un bagnetto, se solo non implicasse una morte orrenda.

L’occhio vuole la sua parte

In un’industria quasi completamente dominata dall’aspetto grafico di un titolo, che risulta essere spesso un semplice espediente per pubblicizzarlo al meglio, è veramente raro trovare un mix perfetto che ci faccia divertire e che fornisca una piacevole esperienza ai nostri occhi. Questo Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy risulta essere una mossa ben più che azzeccata, portando lo splendore dei vecchi Crash in una veste moderna, svecchiando i vecchi sprites e dandogli un aspetto più al passo con i tempi e gradevole.

Soprattutto su PC, i colori delle ambientazioni e gli elementi che le compongono danno un effetto completamente diverso al giocatore rispetto al titolo originale, in particolar modo sul primo Crash, che più di tutti ha beneficiato di questo remake. Con i 60 fps fissi si riesce a giocare senza alcun problema, bloccandoci soltanto quando la programmazione risulta essere fin troppo precisa, necessitando di azioni il più delle volte fastidiose al solo scopo di cadere mezzo millimetro più in avanti. Questo è anche uno dei principali elementi dei platform, ma sicuramente  questo dettaglio aiuta a scoraggiare i giocatori più “casual”, che potrebbero incuriosirsi e avvicinarsi al brand per poi mollarlo a causa dei ripetuti fallimenti per leggerissime imprecisioni. Sicuramente un po’ di sfida non ha mai fatto male a nessuno e personalmente gradisco molto ogni componente dei tre giochi, ma il ponte con le tartarughe è tutt’altro che degno di lode.

I livelli in sé non hanno subito particolari cambiamenti, se non dal lato grafico, e la loro brevità è compensata dall’enorme numero di livelli che sicuramente vi farà divertire per diverse ore. Il gameplay di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy è rimasto fedelissimo alla sua origine, senza tradire i vecchi appassionati e offrendo la mano ai nuovi arrivati, che troveranno in questo vecchio platform un lieto passatempo. In particolare, Crash Bandicoot 3: Warped è tutt’ora il mio titolo preferito, e offre oltre alla grafica più piacevole anche molte più mosse e mappe molto più degne di nota.

Piuttosto elementare come boss fight, ma agli occhi di un bambino era semplicemente fantastica.

Con Crash si scende sul personale

I giocatori veterani di Crash Bandicoot potranno capire subito il significato di questo titolo. Soprattutto da bambini, non vi era scampo ai livelli di Crash, se una cosa non riusciva doveva essere forzata, come la serratura di un baule pieno di tesori, anche solo per banalissima testardaggine. I livelli di Crash sono veloci, intuitivi, grandi esempi di platform usati sia per incutere rabbia sia per incrementare la nostra voglia di vincere. Chi gioca a Crash lo fa per vincere, ovviamente, e la Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy ha risvegliato in molti di noi quel turbine di emozioni. Ruotando su noi stessi e saltando sui nemici è possibile farci strada in un gioco che basa la sua essenza stessa sul tempismo e sulla precisione, talvolta essendo eccessivamente maniacale, ma il ritmo serrato di ogni livello ci da la forza di continuare, sperando di trionfare una volta per tutte (salvo poi ripetere la missione più e più volte per le 2 o 3 scatole perdute che lasciamo sempre alle nostre spalle).

Gli scontri con i boss, per quanto stupidi possono essere, non vanno comunque presi alla leggera, perché data l’estrema precisione che il gioco richiede nel premere i tasti non sarà difficile perdere una manciata di vite con i nemici più banali. Mai sottovalutare il gioco, soprattutto se poco dopo dobbiamo affrontare la scalata dello Stormy Ascent. Non c’è molto altro da dire su Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, alla fine è un gioco che si presenta da solo e che ha raggiunto il successo grazie alle sue qualità. Tuttavia, è bene ricordare anche i suoi aspetti negativi che, sorpattutto per i neofiti, possono dimostrarsi fatali.

8/10

Commento finale

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy riporta alla vita uno dei platform migliori della storia del gaming, facendo scoprire ai più giovani la gioia del morire brutalmente nelle rinnovate mappe di Crash Bandicoot, e riscoprire ai più vecchi la loro infanzia. Un lavoro ben fatto dallo studio Vicarious Vision, che tuttavia mostra ancora dei problemi a causa della rigidità di alcune meccaniche, fin troppo precise.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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