Dog Man: Bark in Action – Recensione

Dog Man: Bark in Action

Ci sono personaggi che sembrano nati per diventare protagonisti di un videogioco. Dog Man, con la sua testa canina e il suo improbabile ruolo di supereroe-poliziotto, è certamente uno di questi. E Dog Man: Bark in Action, sviluppato da Floor 84 e pubblicato da Mindscape, dimostra di aver compreso piuttosto bene lo spirito dei fumetti di Dav Pilkey. Non si limita a riproporne personaggi e situazioni strampalate: costruisce attorno a quel mondo un platform bidimensionale accessibile, vivace e pensato soprattutto per i giocatori più giovani.

La premessa è semplice quanto basta: il malvagio Dr. Scum sta utilizzando degli schermi ipnotici per controllare gli abitanti della città. Tocca a Dog Man, Li’l Petey e 80-HD fermarlo, attraversando una serie di ambientazioni e affrontando nemici, ostacoli e piccoli rompicapo. La narrazione non cerca certo di sorprendere con una trama articolata, ma non è questo il suo obiettivo. Il tono è quello scanzonato dei fumetti, tra personaggi bizzarri, gag e situazioni volutamente assurde. Anche chi non conosce l’opera originale può seguire senza difficoltà gli avvenimenti, mentre i lettori abituali troveranno un ulteriore piacere nel riconoscere volti e luoghi familiari.

Dog Man: Bark in Action

Il cuore dell’esperienza è un platform 2D dalla struttura piuttosto tradizionale. Si corre, si salta, si combattono avversari e si cercano oggetti nascosti, con livelli brevi che introducono progressivamente nuove situazioni. La visuale laterale è una scelta azzeccata: rende immediatamente leggibile ciò che accade sullo schermo e permette anche ai bambini meno esperti di orientarsi senza dover fare i conti con telecamere o prospettive complicate. Il gioco non vuole mettere alla prova i riflessi con sfide estreme, ma richiede comunque un minimo di attenzione, soprattutto quando entrano in scena nemici, piattaforme mobili e sezioni a tempo.

Una parte importante della varietà arriva dai personaggi. Dog Man, Li’l Petey e 80-HD possono essere alternati durante l’avventura e dispongono di abilità differenti, utili per superare determinati ostacoli. A queste possibilità si aggiungono gli amici che possiamo evocare per brevi intervalli, ciascuno con una funzione specifica: qualcuno permette di attraversare ampi spazi, altri possono intervenire su dispositivi o liberare il passaggio. È un sistema semplice da comprendere, che incoraggia a osservare l’ambiente e a scegliere il personaggio più adatto alla situazione. Non tutte le abilità, però, trovano lo stesso spazio: alcune sono decisamente più utili di altre e una parte del roster finisce per avere un ruolo marginale. Anche i potenziamenti e le trasformazioni sbloccabili attraverso gli oggetti raccolti non sempre incidono davvero sul modo di giocare.

La campagna propone cinque mondi principali, articolati in numerosi livelli, con contenuti aggiuntivi da affrontare una volta terminata la storia. Non mancano sfide a tempo, sezioni bonus, collezionabili e scontri con boss che richiedono di riconoscere alcuni schemi d’attacco. La durata è contenuta: le stime delle recensioni oscillano tra le quattro e le sei ore per il completamento principale, a seconda del ritmo e di quanto ci si dedichi alla raccolta degli oggetti. Una dimensione ragionevole per un titolo di questo genere, anche se il prezzo richiesto può far riflettere se confrontato con quello di platform più ricchi e longevi.

Il livello di difficoltà è probabilmente l’aspetto più delicato. Bark in Action vuole essere un primo approccio al genere e, nella maggior parte dei casi, mantiene la promessa. I checkpoint sono generosi, le vite abbondanti e gli errori raramente si trasformano in ostacoli insormontabili. I combattimenti sono immediati e gli enigmi non richiedono ragionamenti particolarmente elaborati. Il rovescio della medaglia è una progressione poco incisiva: avanzando, il gioco introduce nuovi elementi e ostacoli, ma non sempre aumenta davvero la complessità delle sfide. Chi ha già una certa familiarità con i platform potrebbe quindi trovare l’avventura fin troppo indulgente. Alcuni passaggi più impegnativi, inoltre, sembrano difficili più per una costruzione poco precisa che per una reale richiesta di abilità. Fortunatamente sono episodi isolati e, per chi ne avesse bisogno, sono presenti soluzioni che rendono l’esperienza ancora più accessibile.

Dove il gioco riesce particolarmente bene è nella rappresentazione del materiale originale. Il tratto volutamente semplice e irregolare dei fumetti viene mantenuto, così come i colori vivaci, le espressioni esagerate e quell’estetica da fumetto fatto in casa che costituisce una parte fondamentale del fascino di Dog Man. Non c’è il tentativo di rendere tutto più realistico o spettacolare: sarebbe stato un errore. Anche il comparto sonoro accompagna bene l’azione e contribuisce a mantenere un’atmosfera leggera e giocosa.

Dog Man: Bark in Action

Un altro elemento da valorizzare è la cooperativa locale per due giocatori, che permette di affrontare l’avventura insieme anziché limitarsi a passarsi il controller. È una possibilità particolarmente adatta al pubblico di riferimento: un adulto può accompagnare un bambino, aiutarlo nelle situazioni più complicate e condividere direttamente il percorso. La modalità cooperativa rafforza così una delle qualità più evidenti del titolo, ovvero la capacità di trasformarsi in un’esperienza familiare senza escludere del tutto chi ha già dimestichezza con il genere.

Dog Man: Bark in Action non aspira a competere con i grandi platform e non ha bisogno di farlo. È un adattamento realizzato con evidente rispetto per il materiale di partenza, capace di offrire un’avventura divertente, colorata e accessibile. La scarsa evoluzione della difficoltà, alcune abilità poco sfruttate e una struttura che non si allontana mai troppo dalle proprie basi ne limitano le ambizioni. Ma per i piccoli fan di Dog Man e per chi cerca un primo contatto con i platform, il risultato è piacevole. E, soprattutto, dimostra che un videogioco su un cane-poliziotto con la testa di un cane può essere molto più di una semplice operazione commerciale.

Di Ginevra De Majo

Appassionata di serie tv e film.