Dylan Dog

Dylan Dog continua la sua mensile pubblicazione mensile con le varie tematiche che girano attorno al genere horror, ma non sempre riuscendo a centrare il segno. Ovviamente la serie non sempre ha raccontato del paranormale e per fortuna, direi. Ci sono tantissimi sceneggiatori che a turno conducono Dylan verso una destinazione a noi ignota e Barbara Baraldi è praticamente sempre riuscita nell’intento di catturare i lettori. La sua abilità di narratrice è in fondo comprovata anche dai libri che scrive e il suo Dylan Dog 385: Perderai la Testa nonostante una titubanza iniziale è riuscito nell’intento di catturarmi.

Francia, mon amour

La storia che andrete a leggere in questo numero non è ambientata a Londra come al solito. Cioè, per le prime pagine dì, ma subito dopo verremo trasportati nel cuore della Francia, la meravigliosa Parigi. Senza fare troppi spoiler posso dire che dopo un omicidio con tanto di testa mozzata Dylan si ritroverà a Parigi non di sua volontà, ma di una giovane donna che ha bisogno del suo aiuto. La prima diffidenza finirà per svanire solo verso la fine, regalandoci una storia intrisa di mistero con Maria Antonietta messa in primo piano.

Perderete sicuramente la testa

La sceneggiatura dell’albo in questione come ho detto all’inizio è firmata da Barbara Baraldi, una scrittrice di romanzi che talvolta si presta a scrivere alcuni albi dell’Indagatore dell’Incubo. La storia prosegue in modo spedito, ma forse con un cambio d’ambiente un pochino casuale. Sembra infatti che alcuni avvenimenti siano del tutto casuali e magari venuti in mente durante il processo creativo. Non è che la storia non regge ovviamente, ma semplicemente la sua costruzione poteva essere nettamente migliore. Interessante è invece l’approccio dal lato amoroso che farà andare Dylan in bianco.

Le matite invece sono firmate da Emilio Tanzillo, che se la cava sopratutto con i volti dei personaggi. Questi infatti esprimono le loro emozioni senza però nascondere la bellezza dei volti, sopratutto quelli femminili. Interessanti anche alcune inquadrature, ma si poteva fare sicuramente di più dal lato degli ambienti e le azioni.

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Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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