Pelle di mille bestie

Passano i secoli, ma le fiabe continua a essere dei mezzi perfetti per narrare le storie. Possono essere delle rielaborazioni che funzionano alla grande e ancor’oggi vediamo la struttura narrativa fiabesca all’interno del cinema blockbuster. Storie che riempiono i cuori, creano timori e danno un insegnamento. In origine, erano storie che spesso non andavano a finire bene e davano un insegnamento più incisivo al giovane fanciullo oppure alla giovane fanciulla. Successivamente, le stesse favole si ammorbidirono, soprattutto grazie al duo tedesco che tutto tutti conosciamo.

Il graphic novel Pelle di Mille Bestie, firmato da Stéphane Fert, è un libro che copre proprio il ruolo della fiaba oscura senza un lieto fine. Ci troviamo in un mondo in cui le fiabe esistono e coesistono. Un mondo in cui l’oscurità raccoglie le proprie forze e le sparpaglia attraverso tutto il mondo e le creature che lo popolano.

Il graphic novel, Pelle di Mille Bestie, racconta delle vicende assai tragiche, ma non per questo poco interessanti. Lou è un principe giovane e inesperto del mondo femminile, ma un grande amante delle piante. Il suo desiderio è in effetti quello di scrivere una grande Enciclopedia dedicata proprio al regno delle piante. Si tratta di un giovane di belle speranze che per caso incontra una ragazza affascinante e prosperosa.

Si tratta di Ronces, imprigionata all’interno della foresta e costretta a viverci lontano da un padre malvagio. Un padre che ha sfruttato sua moglie con i sortilegi, portandola infine alla morte. Un uomo disposto a tutto pur di diventare di nuovo felice. La sua felicità vaga però in quella foresta, fino a far invaghire un padre della propria figlia.

Questo potrebbe già dire tutto del padre che è e del loro rapporto, ma la storia nasconde molto di più. Abbiamo un branco di animali e anche una fata-strega pronta ad aiutare il giovane Lou a ritrovare la sua dama dopo un breve fugace incontro.

La storia scritta da Fert è un dramma vero e proprio. Racchiude al proprio interno tutto ciò che non va in un essere umano e tutte le caratteristiche dei romanzi del 1100 circa. Il rapporto conflittuale, un amore proibito e un grande sacrificio a discapito della persona amata. Dall’altra parte abbiamo un giovane pronto a tutto pur di raggiungere quella donna che un giorno riuscì a rapire il cuore.

La paura per il giovane Lou è inesistente, ma costantemente presente. L’amore vince sulla paura e su ogni sentimento negativo. L’amore è un’arma potente che da la forza e il coraggio e anche un sacrificio non è una gran perdita, se all’arrivo c’è lei, la donna di cui si è innamorati.

Fert ricostruisce una storia tanto conosciuta quanto bella e lo fa nel migliore dei modi. La sua scrittura è pungente, diretta e potente. Riesce a descrivere i personaggi in modo crudo e senza edulcorarne i contorni. Impossibile non adorare il piccolo Lou o non provare un po’ di pietà per la povera Ronces. La delicatezza di ogni frase, però, è disarmante e lascia con quel vuoto incredibile a fine lettura. Lo stesso vuoto che si forma quando ci accorgiamo di non avere accanto qualcuno di importante. Una grande importanza viene data alla femminilità. Le donne del racconto sono forti, indipendenti, ribelle e rivoluzionarie.

Per quanto riguarda lo stile, l’autore ha un suo tratto distintivo che verte tra il fantastico e il poetico. Il tratto è delicato e con questo vengono creati dei paesaggi surreali e pregni di una magia antica e potente. Lou è un ragazzo gracile ed è il contrario di Ronces, prosperosa, dai fianchi larghi e dal seno di generose dimensioni. Anche in questo caso, la femminilità della ragazza è rappresentata diversamente dalle fiabe classiche, dove la donna è gracile come un fuscello.

I colori quasi a pastello finiscono per dare un’aria fiabesca al paesaggio e ai personaggi. Altra attenzione viene data poi all’erotismo, sempre presente, ma mai esplicito o volgare. Il sesso stesso è rappresentato in modo cosi artistico da voler appendere alcune tavole al muro a mo’ di quadro.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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