Steamworld Build – Recensione

Ho cominciato a giocare al mondo di Steamworld dall’episodio Steam dig World, e poi ho continuato con il suo seguito qualche anno dopo ma non mi sarei aspettato un gestionale, di vecchio stampo tra l’altro, ambientato in questo universo. Eppure l’esperienza eseguita su Xbox non ha limitato la mia voglia di scoprire, ho trovato questo episodio simpatico e divertente sotto ogni punto anche sulla versione console.

Il titolo è disponibile per le piattaforme Playstation 5, Playstation 4, Xbox One, Xbox Series X/S e PC attraverso il sistema operativo Windows. Come dicevo l’ho provato su console e c’è un problema in questo ambiente, se un gestionale è perfetto per PC con mouse e tastiera diventa un po’ complicato utilizzarlo con un pad, se non fatto bene, però alla luce della valangata di ore passate appresso su questo titolo mi ha sorpreso in modo positivo.

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Un viaggio per trovare una nuova casa

Se avete giocato a Steam dig World 2 conoscerete gli antipodi di questo capitolo, non vi andrò a parlarvene nello specifico in quanto vi rovinerei l’esperienza, però per farla breve gli abitanti devono andarsene dal pianeta. Siccome è una razza robotica, sviluppata e migliorata su questo pianeta ma originaria di un altro astro, dovranno trovare la tecnologia che sono stati portati su questo mondo.

Per far si di recuperare questa tecnologia, che rimane un mistero fino alle battute finali, si faranno guidare da una guida che conosce le zone delle vecchie astronavi. Però bisogna scavare per arrivare in profondità per trovarle e qui l’abilità dei robot diventerà fondamentale, i minatori possano dimostrare il loro valore e la loro capacità del loro futuro.

Da qui sorgerà una città che potenzialmente le necessità degli abitanti, e la volontà del giocatore di continuare con l’esperienza, può tramutarsi quasi all’infinito in modo da fare qualsiasi cosa che ci piaccia. Potremmo letteralmente vedere una mini metropoli di robot di stampo western, che lavorano e chiederanno ai loro capi il necessario per vivere in tranquillità tramite ogni bisogno dal farsi riparare, mangiare bulloni e via dicendo.

Ricorda SimCity

Mi ha ricordato SimCity per la gestione semplificata dell’opera che garantisce una immediata immersione, oltre al fatto che gli abitanti forniscono ogni informazione in base alle loro esigenze. Infatti se non staremmo attenti ai bisogni dei robot non potremmo migliore le abitazioni, gli edifici oppure semplicemente creare qualcosa di nuovo che vorremmo inserire nel nostro insediamento.

Di base dovremmo creare un ambiente dove i lavoratori sono felici, se non sono contenti e stanno bene non lavoreranno sodo in miniera e nelle fabbriche ad esse collegate. Le case si fanno tramite i tronchi, i tronchi si ottengono da una foresta e per far si che tutto possa unirsi bene ci vuole una guardia forestale che garantisce un flusso costante di legna, e che possa controllare il rimboscamento dei falegnami.

I soldi e la legna saranno la base della creazione di qualsiasi cosa, più cose ripareremo ( come ad esempio il municipio che si occupa dell’amministrazione e della miniera fondamentale quest’ultima per continuare la storia) degli edifici disposti nell’area che sono in disuso. Con l’avanzare del tempo la popolazione aumenterà, e il gioco ci chiederà di farlo anche in virtù del fatto che maggiori sono le persone nel luogo, e maggiori sono le novità da inserire nella città immaginaria.

Un mondo sopra e uno sotto

La parte sopra è semplice con le case dei lavoratori ( principalmente minatori), commercianti e quant’altro mentre sotto la città ovvero i tunnel della miniera e quant’altro per la ricerca delle tecnologie antiche. Questo aspetto sono fondamentali per creare attrezzature più importanti, come astronavi e animali di stampo robotiche, ma avremmo bisogno di ingegneri capaci di creare attrezzature per questi nuovi lavoratori.

In questo nuovo contesto ci verrà incontro un personaggio, che si nascondeva all’interno del municipio perché non aveva più energia, che aiuterà non solo l’utente ma anche la società per la quale ha giurato fedeltà. Questo permetterà di ottenere anche minerali particolari, che alimenteranno anche strutture più difficili e particolari dove erano presenti macchine più antiche.

In questo contesto dovremmo effettuare diversi scavi e creare anche aree per i minatori, più ne creiamo e maggiori sono le unità che potremmo utilizzare e fare molte cose in questo universo. Come succede in altri capitoli dove si trovano ferro, rame e quant’altro potranno essere venduti al mercato, per fare soldi e fare un gruzzoletto per creare una città sempre migliore e grande.

Tante aree da scoprire

Come accade con prodotti di questo tipologia si potranno avere diverse mappe, una più diversa dall’altra nell’aspetto e nelle dimensioni poi saranno i giocatori a scegliere quale, nella mia prima volta ho preferito la terza mappa delle cinque. Di seguito vedremmo quali mappe sono presenti, ma che tutte hanno le medesime qualità e caratteristiche, che sono:

  • Giddyup gorge: ispirazione tipica del mondo del far west, dove è presente un ambiente quasi desertico.
  • Higroller dunes: una mappa nella quale è formata da diverse dune di stampo western, abbastanza normale in questo mondo.
  • Drand Gully: la mia preferita al momento in quanto è ambientata in un canyon, quindi molto simpatica e unica nel suo genere.
  • Tumbleton: liberamente ispirata agli anni 20 del 20esimo secolo, dovremmo fare quello che abbiamo visto qua sopra.
  • Fossil park: probabilmente la mappa più unica in questo capitolo, in quanto è ispirata non al mondo western ma bensì ad una zona dove bisogna trovare i fossili dei dinosauri. oppure qualcosa che ci va molto vicino.

Sarà bello sperimentare e vedere che cosa troviamo in quanto, non sarà solamente bella la storia ma anche conoscere realtà ben diverse. Non ho trovato particolarità che non mi abbiano fatto fare un passo indietro, anzi è un titolo estremamente diverte e capace di attrarre quel pubblico che ama questa tipologia di giochi, per tanto è un titolo solido e amministrato bene.

Un gioco simpatico

Le musiche e i sonori sono tipici di questo mondo e i robot hanno un loro linguaggio, tipico da “bip bip” e similari dove interagiscono fra loro come farebbero gli umani però, senza cattiveria e razzismo perché si rispettano gli uni con gli altri. L’aspetto estetico è un mero pretesto di avvenenza e di funzioni, non per altre ragioni ovviamente perché un esempio sono i robot cavalli che servono – guarda caso – per muoversi e fare il lavoro pesante.

La localizzazione è rimasta – come per tutta la serie – in italiano e non ce nulla da segnalare, l’unico aspetto che ho da segnalare almeno secondo il mio punto di vista non mi hanno convinto le scritte, almeno quelle piccole, si fa fatica a vederle e non ci sono funzioni per cambiarle. Magari sarò io che ho giocato sul divano da una bella distanza dal televisore, però sono un po’ piccole anche se si vedono però bisogna avvicinarsi, a meno che non si abbia un mega televisore ma ne ho uno normale.

Detto questo è un prodotto adatto a tutta la famiglia, dove si può giocare con chiunque in un qualsiasi versione e penso che sarà disponibile anche su Steam Deck, anche se non so se sarà compatibile al lancio oppure ci vorrà del tempo. In ogni caso è un prodotto interessante, divertente e aperto a tutti e non ho molto da criticare in visto che mi sono divertito a parlarne.

  • 8.5/10
    - 8.5/10
8.5/10

Sull'autore

Giacomo Lambertini

Cresciuto con pane, videogiochi e fumetti cresce con una voglia smisurata di raccontare ciò che più gli appassiona a chiunque.