Recensione The Promised Neverland

The Promised Neverland – Recensione

The Promised Neverland è un manga di Shonen Jump scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu. Questa semplice e banale premessa ci aiuta a capire due cose dell’opera: è pubblicata in una rivista per ragazzi dove i buoni sentimenti e la frivolezza hanno dominato per decenni e che, essendo fatto da due persone, l’attenzione ai dettagli è maggiore. Seppur la seconda affermazione possa rivelarsi vera, la prima non gode dello stesso valore.

La stella cometa degli shonen

The Promised Neverland è un segno.
La rivista su cui è edito, come detto nella premessa, è stata per lungo tempo vittima di un ciclo apparentemente infinito di opere mainstream dello stesso stampo, ispirate da Dragon Ball e dagli altri vecchi baluardi, inseguendo un ritmo di pubblicazione massacrante. Già con My Hero Academia e HunterxHunter quella tendenza si è sempre più affievolita, aprendo sempre di più la rivista alle novità che, in altri settori, stavano già spopolando da tempo. La rimozione di alcune barriere e concetti che legavano il Jump a una linea di pensiero bambinesca e adatta a un pubblico molto giovane non funzionava più tanto bene, e lo hanno dimostrato le vendite di One Piece (superato in alcuni momenti dall’Attacco dei Giganti), la libertà nel contenuto nell’ultima parte di Bleach e, in generale, l’essenza stessa delle serie che stanno diventando popolari in questi anni.
Il dark piace, non c’è modo di negarlo.
Ha sempre attirato i più grandi e da un po’ di tempo attira anche i più giovani.E’ finita l’ora degli eroi positivi, ingenui, sciocchi. I lettori di Jump vogliono qualcosa di più serio, di più riflessivo, qualcosa che sconvolga il loro modo di vedere il fumetto per ragazzi.

The Promised Neverland
Buon design, grande attenzione ai dettagli.

The Promised Neverland si è preso questo fardello, riuscendo per la prima volta a far valere una serie dark anche a livello commerciale. Con un livello di scrittura ben più alto dello standard di Jump, Shirai si prende la briga di creare un contesto narrativo privo di limiti, ambiguo e sicuramente stracolmo di interrogativi dalla risposta non sempre banale. Pur non essendo ricolmo di drammaticità, le pagine di The Promised Neverland ci parlano del dramma dei bambini dell’orfanotrofio, intrappolati senza nemmeno conoscerne il motivo e ingannati da esseri di cui non sanno nemmeno la vera identità. Un thriller che porta una boccata d’aria fresca nel panorama shounen, creando un’evidente e interessante barriera fra i fumetti scritti in modo piuttosto puerile (One Piece) e quelli più complessi e delicati (HunterxHunter). Questa divisione non per forza deve essere vista come un male, ma potrebbe servire agli autori per rendersi conto che i propri lettori sono cresciuti, perciò non basta la solita minestra riscaldata per vendere.

Un thriller da scoprire

I personaggi stessi sono introdotti in modo piuttosto interessante: nonostante la loro spiccata intelligenza, hanno un modo di reagire alle situazioni tutto loro, soprattutto Emma, che pur essendo particolarmente solare non riesce a reggere la pressione imponente dei suoi antagonisti, finendo per mostrare il suo lato ancora infantile. Ciò è un’ottima base di partenza per far maturare tutto il cast, e non vedo l’ora di vederli crescere. Originale e ricco di tensione, The Promised Neverland non vince solo per la brillante sceneggiatura, ma anche per i disegni. Nonostante il livello non sia il massimo comparato ad altri grandi autori del Jump, Posuka Demizu ci propone delle tavole ricche di dettagli, con sfondi curati in modo maniacale e, incredibilmente, pulite fino a rasentare la perfezione. Da qui si vedono i vantaggi nel lavorare in coppia.

The Promised Neverland è una storia interessante e diversa, che intrattiene il lettore grazie alla sua ottima sceneggiatura e alla sua imprevedibilità. Ottimo acquisto da parte della J-POP, che insieme a Made in Abyss si è presa i manga più interessanti degli ultimi anni.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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