Pillars of Eternity: Complete Edition – La recensione della versione per Nintendo Switch. No, grazie

Gli eroi di Pillars of Eternity: Complete Edition

Pillars of Eternity più che un gioco è una dichiarazione d’amore verso un genere ormai tramontato. Grazie ad una straordinaria campagna su Kickstarter, nel 2015 questo gioco acclamato da critica e pubblico usciva su PC, seguito due anni dopo da una non scontata riedizione per Playstation 4 e XBox One. È anche grazie ad esso se il genere degli RPG stile Baldur’s Gate ancora danno segni di vita, ne è un esempio l’uscita di Torment: Tides of Numenera di qualche tempo fa.

Perché un’edizione portatile?

L’uscita per la console ibrida di Nintendo non è però solo dettata dal bisogno di accodarsi alle centinaia di titoli, datati e non, che escono per Switch e che tutti comprano pur possedendone copie per altre piattaforme, grazie soprattutto alla possibilità di “portatilizzare” il gioco. Pillars of Eternity: Complete Edition esce su Switch soprattutto come apripista per la prossima uscita del secondo episodio su tutte le console, compresa quella targata Nintendo.

Un capolavoro annunciato?

Per quanto riguarda il gioco in sé, non mi resta che accodarmi al resto della stampa specializzata che ne sta tessendo le lodi da più di 4 anni. Facilmente ripenserete alla trama ed ai suoi risvolti anche mentre siete lontani dal gioco, soprattutto se lo giocate per la prima volta. Anche la traduzione dei testi in italiano è ben curata, ed anche i giocatori più “negati” rispetto al suo stile di gioco, potranno godersi il racconto con una modalità pensata per chi non vuole stare troppo dietro alle centinaia di statistiche e variabili che regolano le battaglie del nostro party.

Pillars of Eternity risulta un gioco tanto facile o tanto difficile a seconda della volontà del giocatore, accontentando sia i fan hardcore che i molti neofiti troppo giovani per aver vissuto ed apprezzato l’epoca d’oro del genere.

Un gioco di terza mano

Oltre ad essere ben scritto, al punto di non risultare pesante neanche tenendo in considerazione l’enorme quantità di testo da leggere, riesce anche a migliorare i controlli “classici” di questo sottogenere di RPG, adattandoli decentemente ad un pad. Ma la prima mancanza di questa edizione di Pillars of Eternity è proprio qui…

Mi risulta che lo schermo dello switch, in modalità portatile, abbia anche la funzionalità touch screen. Perché quindi non implementare la possibilità di controllare il gioco anche attraverso il tocco? Non mi sembra una cosa fuori dal mondo, visto che il gioco è nato per essere gestito con il mouse. Invece, la versione Switch non è altro che un porting della versione console, un prodotto di terza mano, insomma. Chi ha riadattato i controlli di Pillars of Eternity adeguandoli al pad ha fatto senz’altro un ottimo lavoro, ma oggettivamente, sarebbe stato impossibile eguagliare mouse e tastiera; dovrete “annodarvi” le dita per un bel po’ di tempo prima di abituarvici, ma i problemi, purtroppo, non finiscono qui.

Problemi di peso

Un problema comune dei giochi di ruolo è il “peso” del protagonista. No, non parlo di scellerate gestioni dell’inventario, bensì della “crescita” alla quale sono soggetti i protagonisti, che, con l’acquisizione di nuovi livelli, abilità, oggetti e così via, dilatano i tempi di caricamento e qualche volta causano problemi nel codice di gioco. Qualunque veterano dei giochi Bethesda vi potrà confermare che, soprattutto su console o su pc non proprio di fascia elevata, col tempo aumentano i bug e i tempi di attesa per i caricamenti. Pillars of Eternity non fa eccezione, naturalmente, ma la sua versione Switch tende ad esacerbare di brutto questa tendenza, ma non siamo ancora arrivati al peggio.

L’orrenda invasione

Durante le prime ore di gioco, probabilmente noterete un simpatico bug: i testi tutorial che compariranno nella schermata di caricamento risulteranno del tutto sballati. I caratteri compaiono in una lingua aliena inintelligibile, così strana da farmi pensare inizialmente ad un Easter Egg con messaggi segreti in una lingua fantasy, tipo elfico o nanico.

Ho smesso di pensarlo quando queste strane scritture hanno invaso il riquadro del registro di battaglia.

Inizialmente il problema permaneva pochi secondi, poi tutto tornava normale, ma da un certo punto in poi, con il gruppo al livello 6 (quindi nemmeno in una fase molto avanzata), questo piccolo fastidio si è trasformato in un grosso problema.

Come un cancro, le scritte buggate hanno invaso la finestra di dialogo, i menù, le schede del personaggio, insomma, tutto quanto c’era di testuale nel gioco, il che non è poco. E mentre anche i crash spontanei cominciavano a diventare un problema, all’alba del loro settimo livello (su 16, ricordiamolo) i personaggi hanno fatto una specie di muta: i loro sprite si sono tinti di colori fluo, i ritratti, i loro ritratti si sono intercambiati, ed infine, come in un privè, i personaggi si sono spogliati di tutto, anche delle loro texture.

Bandiera bianca

E alla fine, il gioco mi ha vinto.

Sono entrato in una nuova mappa, che mi è apparsa coperta da una sinistra patina bianca uniforme ben più agghiacciante della nebbia di Silent Hill, e un PNG invisibile si è avvicinato ai miei personaggi invisibili, parlandogli da una finestra di dialogo illeggibile e ponendogli un quesito illeggibile alla quale il mio protagonista poteva rispondere in quattro modi diversi, ma comunque illeggibili. A quel punto ho spento e ricaricato, dopodiché ho di nuovo spento e ricaricato, ma visto che è la somma a fare il totale, il risultato non è cambiato.

Questo succedeva qualche giorno fa. Prima di scrivere ho atteso il giorno dell’uscita, l’8 agosto 2019. Nonostante tutto, era giusto attendere la canonica ed immancabile patch del day one per vedere come avrebbe influito su questi gravi errori. Non mi aspettavo un miracolo, ma un segnale che Pillars of Eternity sarebbe migliorato, e che con un po’ di pazienza, i giocatori sarebbero quantomeno messi nelle condizioni di completare il titolo. Parleremo di questa patch essenziale, e di come ha influito sul gioco, nel prossimo paragrafo.

Non c’è nessuna patch al day one.

Fine del paragrafo

Non si può far uscire un gioco in queste condizioni, mai e poi mai! Ammesso e non concesso che, anche nel migliore dei casi, domani, 9 agosto 2019, uscirà una benedetta patch che peserà pochissimo e risolverà ogni singolo bug di questa versione disgraziata, comunque non giustificherei i responsabili di questa accozzaglia di bug che infanga un titolo bellissimo e blasonato come Pillars of Eternity. Giocatelo su PC, giocatelo su console, leggetevi la trama su internet, guardatevi i gameplay su Youtube, insomma, fate ciò che vi pare, ma state lontani dalla versione Switch, o vi sedurrà e vi abbandonerà nel peggiore dei modi. L’originale meritava un 10, questa versione, forse, un 1.

Pillars of Eternity: Complete Edition
  • 1/10
    Voto - 1/10
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