Beyblade X

Beyblade fa parte di quel felice periodo della mia fanciullezza che difficilmente dimentico. Ho rivisto le prime tre serie non molto tempo fa, e forse anche per questo attendevo con trepidazione l’uscita in Italia di Beyblade X, firmato da Homura Kawamoto e Hikaru Muno ai testi e dalla straordinaria Posuka Demizu — già nota per The Promised Neverland — ai disegni. Ringrazio Star Comics per avermi fornito il primo volume.

Lo stile grafico di Posuka Demizu è esattamente quello che ci si aspetta da un’opera in cui l’azione la fa da padrona: graffiante, veloce, pieno di energia. Alcune splash page sprigionano una potenza visiva notevole, capace di trasmettere la frenesia dei battle in modo immediato. L’unica riserva riguarda i bey stessi, che a tratti sembrano passare in secondo piano rispetto ai blader — ma è una questione di priorità narrative su cui ci si può dividere.

Quello che mi ha colpito di più, fin dal primo volume, è il tema centrale che gli autori hanno deciso di esplorare: il divertimento all’interno dello sport. Quel divertimento che alcuni conservano anche dopo aver scalato la classifica, e che altri credono di dover abbandonare per diventare davvero forti — finendo per trasformare la propria passione in un’ossessione quasi tossica. È un tema che risuona, e non solo nel contesto di un manga shonen.

Il protagonista Robin Kazami è un ragazzo semplice, con una gran personalità e poca potenza. Dopo aver visto Takao e soprattutto Ginga — figure già iconiche nella tradizione del franchise — vedere un giovane blader senza un vero talento fa sorridere, fa pensare e, alla fine, fa piacere. Non è scontato, e la scelta non è banale.

Ho apprezzato molto il ritmo veloce e serrato con cui gli autori hanno deciso di aprire la storia: niente perdite di tempo, niente titubanze inutili. Eppure ogni personaggio ha i suoi spazi fin dal primo numero, e questo è un equilibrio non facile da trovare. Devo precisare che non ho mai visto l’anime di Beyblade X, quindi arrivo a questo manga senza sapere come evolverà la storia — e in un certo senso è anche più bello così. Un bell’inizio, in ogni caso. Curioso di vedere dove andrà.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

Articoli correlati

Omniscient Reader's Viewpoint

Omniscient Reader’s Viewpoint – Recensione

Il mondo dei fumetti coreani sta letteralmente esplodendo negli ultimi anni con tantissime pubblicazioni, tante storie e alcune volte con delle trasposizioni...

Leggere tutti
Sword Art Online: Echoes of Aincrad

Sword Art Online: Echoes of Aincrad – La Recensione

I videogiochi tratti da Sword Art Online hanno sempre convissuto con una sorta di maledizione: restare intrappolati nel fan service per accontentare...

Leggere tutti

Aphelion: un caso semplice per la critica videoludica

Sarebbe infatti semplice parlare dell’ultimo titolo dello sviluppatore francese Don’t Nod, se volessimo farne una disamina prettamente oggettiva. Come sarebbe semplice parlare...

Leggere tutti
Shigurui

Shigurui New Edition – Recensione

Il mondo dei samurai era spietato, rigido e governato da regole ferree. Alcune, ancora oggi, le trovo valide nella vita di tutti...

Leggere tutti

Lobo Best of – Recensione

Alcuni personaggi nascono come una semplice parodia, per poi diventare parte fondamentale dell’intero universo di cui fanno parte. Inutile dire che Lobo...

Leggere tutti

Krypto: L’ultimo Cane di Krypton – Recensione

Essere un eroe è un mestiere complesso. E fin troppo pericoloso. Questo, ormai, lo sappiamo tutti. Ma prova a immaginare di essere...

Leggere tutti