Prison School si avvia alla sua conclusione, portandoci alla fine dello scontro fra i due consigli studenteschi e verso anche la decisione finale su chi sia, per Kiyoshi, la ragazza giusta con cui stare. Questi tre volumi, per quanto siano sempre disegnati splendidamente e con una direzione unica, in grado di rappresentare al meglio ogni scena attraverso la giusta inquadratura, dal punto di vista del contenuto sono stati i più lenti della serie.
Infatti, se prima il motore di Prison School erano gli avvenimenti imprevedibili che dettavano il ritmo narrativo con intelligenza e forza, adesso il tempo sembra essersi fermato allo scontro fra le due presidentesse, lasciando pochissimo spazio all’ormai poca introspezione rimasta da scoprire e puntando tutto sul semplice fanservice sessuale.

Infatti, il fanservice sessuale è sempre stato un pilastro della serie. Usato nei momenti più scomodi e impossibili, la parte erotica di Prison School era la miglior linea comica del fumetto, creando scene esilaranti e sicuramente ben al di là dell’assurdo. Da un po’ di volumi, tuttavia, è divenuto un semplice pretesto per mostrare sempre più novità, senza aggiungere niente al contenuto o vero divertimento. Nonostante questo, alcune scene strappano comunque un sorriso, ma forse a causa dell’abitudine niente è in grado di sorprendere.

Questa tendenza dell’autore sta portando velocemente l’intera opera al tracollo definitivo, avviandola all’autodistruzione proprio per la mancanza di quel potenziale che nei primi volumi aveva acceso un vero e proprio incendio nella community. Forse era inevitabile, del resto non è facile divertire la gente, e se si finisce per usare lo stesso metodo alla fine si esauriscono le idee. Non è difficile credere che l’autore si sia trovato sprovvisto di nuove idee, dati i ritmi di una serializzazione giapponese (sia essa settimanale o mensile). Magari, con un’altra storia e uno scrittore al suo fianco, il talento di Akira Hiramoto sarebbe venuto più alla luce, consacrandolo come uno dei più talentuosi disegnatori manga contemporanei. Tuttavia, non è solo l’occhio a voler la sua parte.

Tendenza distruttiva

Per quanto il contenuto sia ancor più discutibile del solito, questi tre volumi hanno comunque dimostrato la capacità di intrattenere, anche solo grazie alle strategie deliranti di Kiyoshi e della presidentessa, che si fanno strada a suon di sconcerie per vincere la competizione a cavallo. Il problema è che anche i volumi precedenti avevano questo timbro, e il ripetere troppo gli stessi concetti e avvenimenti fa stancare il lettore perché non aggiunge niente di nuovo alla pentola, che rimane con un odore ormai più che rancido.

La preoccupazione più grande sta nel finale, perché se la storia procede con questo filone, l’unica cosa che uno si può aspettare è una scelta dello stesso livello. Un finale insoddisfacente e sicuramente poco interessante.
Per il resto, l’edizione Star Comics rimane ottima, soprattutto per via della sovra-copertina.
Mi dispiace veramente che Prison School abbia preso questa piega, ma spero anche che la prossima opera dell’autore sarà più convincente, ma soprattutto più breve e intensa.

[amazon_link asins=’8822611217,B01MY2OHSA,8822611799,8822609840,8822610377,B01D5LUG0O,8822607430,8869208850′ template=’ProductCarousel’ store=’havocpoint-21′ marketplace=’IT’ link_id=’a13d164b-d5fc-11e8-84ad-f3550560a96a’]

Autore

gabrielegemi@yahoo.it

Dare la propria opinione è importante. Ascoltare quella degli altri lo è anche di più, del resto, due teste funzionano meglio di una, anche se vanno in contrasto.

Articoli correlati

Farlands

Farlands – Recensione

I videogiochi d’avventura e simulazione spaziale legati alla vita contadina cercano spesso una strada originale per distinguersi, e Farlands prova a farlo...

Leggere tutti
Omniscient Reader's Viewpoint

Omniscient Reader’s Viewpoint – Recensione

Il mondo dei fumetti coreani sta letteralmente esplodendo negli ultimi anni con tantissime pubblicazioni, tante storie e alcune volte con delle trasposizioni...

Leggere tutti
Sword Art Online: Echoes of Aincrad

Sword Art Online: Echoes of Aincrad – La Recensione

I videogiochi tratti da Sword Art Online hanno sempre convissuto con una sorta di maledizione: restare intrappolati nel fan service per accontentare...

Leggere tutti

Aphelion: un caso semplice per la critica videoludica

Sarebbe infatti semplice parlare dell’ultimo titolo dello sviluppatore francese Don’t Nod, se volessimo farne una disamina prettamente oggettiva. Come sarebbe semplice parlare...

Leggere tutti
Shigurui

Shigurui New Edition – Recensione

Il mondo dei samurai era spietato, rigido e governato da regole ferree. Alcune, ancora oggi, le trovo valide nella vita di tutti...

Leggere tutti

Lobo Best of – Recensione

Alcuni personaggi nascono come una semplice parodia, per poi diventare parte fondamentale dell’intero universo di cui fanno parte. Inutile dire che Lobo...

Leggere tutti