Deadpool ne ha combinati di casini. Lo sappiamo tutti. È un chiacchierone, un mercenario e un combinaguai professionista. Nella sua celebre serie in cui fa letteralmente fuori l’intero universo Marvel si è dimostrato spietato, imprevedibile e completamente fuori controllo.

Eppure eccolo di nuovo qui, pronto per un’ultima toccata e fuga.

Questa volta però c’è una piccola differenza: le sue prede sono gli eroi più malvagi dell’intero multiverso. Un vero e proprio pantheon di volti familiari che conosciamo bene, ma che hanno preso strade molto diverse rispetto alle loro controparti più celebri. Versioni distorte, corrotte, spezzate — gli stessi costumi iconici indossati da qualcuno che ha scelto la strada sbagliata. È un’idea che sulla carta ha tutto il potenziale per diventare qualcosa di memorabile.

Cullen Bunn sa perfettamente cosa sta facendo. Non cerca di costruire una narrativa complessa o di aggiungere strati di significato dove non servono. Sa che il contratto con il lettore è semplice: Deadpool entra, il caos esplode, qualcuno muore in modo ridicolo. E lo onora con una coerenza quasi ammirevole. La sceneggiatura è asciutta, le battute arrivano nei momenti giusti e il ritmo non cala mai abbastanza da annoiare.

Deadpool Uccide l'Universo Marvel un'Ultima Volta

In un fumetto del genere c’è poco da girarci attorno. Non siamo davanti a una grande trama e, sinceramente, non credo fosse nemmeno quello l’obiettivo degli autori. Questo volume vive di un’idea semplicissima: prendere Deadpool, mettergli in mano le armi e lasciarlo libero di seminare il caos.

E funziona.

La lettura scorre veloce, diverte e non pretende di essere qualcosa che non è. A volte è piacevole leggere una storia che ha come unico scopo quello di intrattenere e far passare qualche ora in compagnia di un personaggio completamente fuori di testa.

Dalibor Talajic offre un tratto ricco di dettagli e descrittivo, con una cura evidente nella costruzione delle tavole. In alcuni momenti, però, l’ho trovato fin troppo statico. Con un approccio più aggressivo alla composizione — angolazioni più spezzate, movimento più esplicito — alcune sequenze avrebbero reso ancora meglio la follia, la velocità e la violenza che definiscono Wade Wilson nel profondo.

Non sarà una storia destinata a entrare nella leggenda, ma è una di quelle letture leggere e sanguinarie che riescono esattamente nel loro intento: divertire.

Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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