Fable for the End of the World

Ava Reid è una scrittrice molto amata dai lettori moderni, e non senza ragione. Sa imprimere forza ai suoi personaggi, costruire rapporti credibili e worldbuilding capace di trascinarti dentro. Non tutte le sue opere hanno convinto allo stesso modo, ma Fable for the End of the World, edito in Italia da Il Castoro Editrice, è decisamente tra le migliori. Un romanzo che spinge un po’ verso Hunger Games, un po’ verso un enemy to lovers atipico — e forse proprio per questo il più interessante.

Inesa vive in una città semisommersa, tra odore di formalina e speranze appese a un filo. Gestisce un negozio di tassidermia con il fratello Luka, finché tutto crolla: sua madre l’ha venduta per saldare un debito. Diventa così l’Agnello — la preda di una corsa brutale trasmessa in streaming per un pubblico affamato di sangue e spettacolo.

Melinoë è la sua cacciatrice: un’Angelo costruita, ricondizionata, azzerata ogni volta che prova a ricordare. Bellissima come un’arma, letale come la verità che le hanno strappato via. L’assassina perfetta, almeno finché qualcosa dentro di lei ricomincia a pulsare. Quando la caccia inizia sembra tutto scritto: predatrice e preda, gelo e acqua, coltelli e fuga. E invece no. Perché tra una ferita e un respiro, in un bosco sommerso con una telecamera sempre accesa, le due ragazze iniziano a vedere ciò che non avrebbero mai dovuto — l’umanità l’una dell’altra. E qualcosa che somiglia pericolosamente all’amore.

La penna di Reid riesce a dare voce a entrambe le protagoniste con piena consapevolezza, restituendone le sfaccettature senza forzature. Il worldbuilding è ancora un po’ abbozzato — si vorrebbe scoprire di più — ma funziona, e funziona bene. Soprattutto per le analogie sottili con il nostro presente: la dipendenza dai social, i prestiti personali che diventano trappole, la fame collettiva di contenuti sempre più estremi. Storie come questa potrebbero sembrare esagerazioni distopiche, ma in realtà giocano su un concetto preciso — il mondo attuale portato alla sua conseguenza logica. E fa più paura di qualsiasi mostro inventato.

Autore

g.demajo@havocpoint.it

Appassionata di serie tv e film.

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