FIFA 17 – Recensione

EA Sports torna alla carica con FIFA 17, ultima edizione dell’ormai popolare saga calcistica. La società canadese ha deciso di perfezionare quel tanto che basta per garantire un’esperienza migliore, ma questo non implica che il nuovo episodio sia privo di sorprese. Anche se le recenti consegne pervenuteci erano riuscite a intascare mille critiche dalla stampa e il pubblico, FIFA ha comunque sempre dominato sul mercato con ampia facilità. Quest’anno, invece, si presenta decisamente più maturo e con inedite novità: a partire dalla gestione di un motore grafico più performante a una modalità narrativa, passando a qualche aggiunta extra nella sezione FUT. Pronti per accomodarvi sul divano? Il nuovo calcio spettacolo è appena giunto sul piccolo schermo. Ed eccoci quindi apprestati a riportarvi il nostro verdetto.

Benvenuto, Frostbite!

L’adozione del Frostbite Engine 3 -engine sfruttato con grande flessibilità in produzioni del calibro di Star Wars Battlefront e Battlefield 4– non è estraneo al motivo per il quale FIFA 17 sia significativamente diverso dai predecessori. A questo proposito urge una piccola retrospettiva: senza andare in ogni ulteriore, occorre ricordare che FIFA 15 aveva riscontrato al tempo seri problemi connessi a un’esperienza di gioco troppo caotica e destabilizzante, fattore intravisto assai meno in FIFA 16. Ora, giocare a FIFA 17 risulta essere una vera delizia per il nostro palato.

Tenendo al momento in disparte i paragrafi concernenti le modalità, passiamo ad esaminare in profondità il gameplay. Già dalle prime battute iniziali viene sottolineato un notevole grado di miglioramento sul fronte visivo: la stragrande maggioranze delle stelle calcistiche sono state modellate con un’eccezionale cura e dedizione, benché molti altri non abbiano ricevuto un trattamento simile. Inoltre vi è un numero di animazioni senza esitazione più dettagliati e sostanziali, una fisica della palla più realistica e una giocabilità maggiormente fluida e aggraziante. Il ritmo è pressoché classico, tipico della serie, efficace: qualunque sia la posizione e l’azione impegnata, esigui saranno i problemi ai quali incontreremo. Le formazioni sono equilibrate, i controlli si dirigono sempre verso la giusta direzione, le collisioni e i duelli aerei sono stati gestiti altrettanto con ordine.

Sotto un certo profilo avremmo temuto un inasprimento dell’intelligenza artificiale e, in effetti, tali pregiudizi sono risultati poco fondati. Motivo per cui questo elemento -anche a livelli di difficoltà nettamente elevati- riesce a svolgere il suo dovere. Certamente non si preclude il fatto che qualche volta appaia essere una sorta di chiaroscuro: a volte soddisfacente, a volte frustrante. L’estremo difensore, ad esempio, traspare dei problemi di reattività sulla linea di porta ma solamente in pochissime occasioni. Ottimizzato comunque anche il sistema che consente ai velocisti senza palla di agire e reagire meglio negli spazi vuoti del rettangolo di gioco.

Il gusto dello spettacolo

FIFA 17 si difende dalle novità di PES 2017 -ovvero il Real Touch e il Precise Pass- scattando in contropiede con la Pushback Technology -scheda di comando rivolta perlopiù alla fase offensiva- grazie alla quale sarà possibile coprire meglio la sfera o fare uso di braccia e gomiti con l’avversario. Come? Mediante l’impiego del grilletto sinistro. C’è da ribadire, nondimeno, che questa implementazione sarà maggiormente attuabile a condizione che il parametro delle fisicità del calciatore disponga almeno di un valore almeno morigerato.

Prosegue inoltre una rivisitazione dei calci piazzati -sia di punizione che di angolo- ai quali possiamo decidere la lunghezza e l’inclinazione per la rincorsa sfruttando un inedito mirino utile per far cadere la sfera nel punto che meglio preferiamo. Soffermandoci ancora su tal punto, bisogna evidenziare un peggioramento riscontrato nei rigori: la procedura per calciarli è il medesimo, ma scompare l’indicatore necessario per localizzare perfettamente la direzione verso la quale abbiamo intenzione di siglare la rete.

Il Viaggio

La novità più eclatante di FIFA 17 è l’introduzione di The Journey, una modalità narrativa che sotto l’apparenza di un film interattivo ci permette di calarci nei panni di Alex Hunter, un diciassettenne astro nascente della Premier League, per far onore alla leggendaria carriera del nonno. Ha davanti a sé una carriera promettente e toccherà a noi valorizzarlo nel calcio professionistico che realmente conta. Senza entrare con prepotenza nei dettagli -al fine di evitare determinati spoiler- si potrebbe affermare che The Journey è stata una sorpresa, capace di intrattenerci linearmente per molte ore tra scene di intermezzo e le classiche partite e gli allenamenti, con una serie di obiettivi da conseguire partita dopo ogni partita. Ci è avvalsa la facoltà di controllare sia Hunter che tutta la squadra, e naturalmente consigliamo di optare per la prima scelta: sì, questo perché incrementa lievemente il senso di immedesimazione, difficoltà e anche sfida.

Per quanto concerne l’abituale carriera, minuscoli sono stati i ritocchi ultimati. Una volta cominciata e, inserito nome e cognome , sarà possibile scegliere -a differenza degli altri capitoli- un avatar preimpostato per il nostro allenatore, che comparirà spesso durante i novanta minuti di gioco. Un’altra peculiarità è allacciata a un nuovo sistema finanziario introdotto da EA Sports, ripensato completamente da zero, in grado di illustrarci tutte le diverse fonti di guadagno ricavanti dal merchandise, diritti televisivi, la vendita dei biglietti o trasferimenti e prestiti dei giocatori.

Oltre i novanta minuti

La modalità Pro Club, invece, non presenta nessun cambiamento bensì una revisione: esatto, quella del sistema di crescita del nostro alter ego con l’aiuto dei cartellini speciali. Tutto in aggiunta all’opportunità di personalizzare lo stemma del proprio club, in modo tale da conferire più personalità alla modalità online. Per quanto riguarda Ultimate Team, tuttavia, oltre alla gestione e la creazione della rosa è stato aggiunto il FUT Champions, un torneo il cui obiettivo consterà nel scalare le classifiche per ottenere succulenti ricompense. E basterà vincerne uno ad eliminazione diretta giornaliero per qualificarci alla Weekend League.

Poi vi è la conferma del FUT Draft, introdotto per la prima volta in FIFA 16, modalità che chiederà di formare una rosa scegliendo un calciatore per ruolo che ci viene proposto, e l’esordio della Sfida Creazione Rose: unico obiettivo sarà creare una squadra che soddisfi i requisiti della sfida, pensando a quali giocatori selezionare, seguendo le indicazioni obbligate dal titolo. Una volta rispettati i passaggi, ci verrà chiesto di scartare le carte a favore di un premio quale, ad esempio, i pacchetti.

Dulcis in fundo, FIFA 17 garantisce la ricezione dei 1080p e i relativi 60 frame rate al secondo. I menù e le interfacce continuano a mostrare un livello più ampio in termini di chiarezza ed eleganza. Per quanto concerne l’audio, il titolo di EA Sports è accompagnato da numerose tracce commerciali di vario genere -come il pop, folk, rock e hip hop- decisamente orecchiabili. La telecronaca, infine, mantiene i dialoghi degli scorso FIFA mentre alcuni sono stati rinnovati.

[stextbox id=”alert” caption=”COMMENTO FINALE”]FIFA 17 vince e convince, ancora una volta. Senza nessuna rivoluzione, il colosso canadese percorre con sagacia un altro passo in avanti ritoccando positivamente una formula che per sé è già un successo. Un passo che stringe la mano a un cambio di motore grafico, una narrazione e tante altre piccole ma intense novità radicate alle modalità quali Carriera, Ultimate Team e Pro Club. In breve, FIFA 17 è più di un calcio virtuale sfavillante, uno dei migliori della serie mai concepiti.[/stextbox]

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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