The Dear Esther: Landmark Edition – Recensione

Il videogioco ha dimostrato parecchie volte di avere tutte le carte in regola per essere maturo quanto tutti gli altri media. I generi nuovi continuano a nascere e pian piano si evolvono in un modo che talvolta ci sembra piuttosto imprevedibile. Dear Esther è un esempio lampante di un gioco con delle capacità narrative sopra la media, che nonostante il suo gameplay molto risicato ha avuto le capacità di diventare un punto focale di un certo genere videoludico. Tempo fa abbiamo recensito la versione PC del titolo e siamo rimasti molto sorpresi dall’annuncio di una versione migliorata per Playstation 4 in uscita dopo quattro anni. The Dear Esther: Landmark Edition ci fatto tornare sull’isola senza nome per seguire le orme di un personaggio senza volto, ma con sempre le stesse emozioni scatenanti pronti a divampare.

Dear Esther

La storia di Dear Esther non è affatto semplice da capire e potrebbe essere interpretata dai giocatori nel modo più consono a loro. Senza spoilerare troppo, vi raccontiamo solo che si tratta di una storia di un uomo che su di un isola oramai abbandonata ci racconterà la storia di Esther, una donna morta in un incidente stradale che ha lacerato il cuore del nostro protagonista. Le parole, pronunziate in un inglese altolocato e accademico, saranno la guida attraverso un racconto fatto di disperazione, speranza, amore, amicizia e odio. Attraverseremo diversi punti dell’isola, che in tutto il suo splendore ci accoglierà a braccia a aperte.

Il faro

Quando abbiamo recensito la versione originale del gioco, le nostre lodi sono finite su diversi punti del gioco, nonostante la sua particolarità. Infondo, veder maturare un media cosi potente con dei titoli cosi particolari equivale a evolversi. Con The Dear Esther: Landmark Edition dobbiamo però necessariamente essere un filino più critici. Il dettaglio grafico, nonostante l’aggiornamento, risulta essere piuttosto povero, anche se probabilmente la prima volta che lo giocherete l’animo non lo noterà minimamente. Chi ha però visto la versione originale, si troverà comunque in un mondo invecchiato e ci sarebbe piaciuto un rifacimento molto più moderno dal lato grafico. Rimangono però altamente affascinanti i getti di luce che in alcune parti della storia la fanno da padrona, senza se e senza ma. Il lato del gameplay è come sempre il punto più debole del gioco e i controlli si riducono a un solo tasto che ci serve per lo zoom.

Il lato sonoro resta come sempre un vero e proprio idillio per il giocatore, che si troverà a vivere una storia narrata in modo incredibilmente realistico accompagnata da delle melodie che faranno accrescere ogni tipo di emozione. Tra le caratteristiche della Landmark Edition troviamo il commento degli sviluppatori, che condivideranno con noi i segreti che si celano dietro alla creazione del gioco, delle motivazioni che hanno portato a creare questa storia e a delle difficoltà. Un vero regalo per tutti i vecchi e nuovi fan. Questo però non toglie il fatto che manca ancora una localizzazione in italiano. Anche sul PC abbiamo rilevato lo stesso problema, risolvibile con una traduzione amatoriale accurata però.

[stextbox id=”alert” caption=”COMMENTO FINALE”]The Dear Esther: Landmark Edition non è un gioco semplice da comprendere, né per le sue meccaniche semplici né per la storia. Si tratta però di una dimostrazione della maturità del media che stiamo vivendo tutti i giorni, un passo verso una più larga vastità di generi. Purtroppo dal lato grafico ci troviamo davanti a un titolo invecchiato e poco aggiornato, ma se si oltrepassa questo punto, ci si ritrova in un mondo incredibilmente ricco di emozioni.[/stextbox]

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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