Le storie crime nipponiche hanno un grande fascino, non replicabile in occidente. Sicuramente inficia parecchio il fascino dell’oriente e dell’organizzazione criminale Yakuza, che tanto differisce dalla mafia nostrana. Takeshi Kitano ci ha mostrato più volte un lato oscuro della Yakuza, ma che nonostante tutto ne lascia comunque un alone di poeticità. Ecco, questa è la sensazione che ho avuto nel leggere Sanctuary, arrivato in una forma prestigiosa sotto il marchio Star Comics. Firmato da Ryoichi Ikegami  e  Sho Fumimura, questo manga descrive un mondo fatto di giochi di potere, di violenza, di rispetto, d’amicizia e di sesso.

I protagonisti della storia sono due. Chiaki Asami, il segretario di un politico, Akira Hojo il leader della società Hokushokai. Entrambi si conoscono dalla tenera età e a scuola decidono di intraprendere due strade diverse, ma allo stesso tempo simili. Asami vorrà diventare un importante politico, mentre Hojo cercherà di salire le scale della criminalità organizzata. Ovviamente in tutto questo i due continueranno a tenersi in contatto, ma senza destare troppi sospetti.

La storia vede al centro delle vicende gli intrighi politici e criminali di un gruppo di uomini di una certa età. Quelli che hanno contribuito alla creazione di un sistema marcio sbagliato e che i due amici vogliono abbattere. Una lotta quasi generazionale per contendersi la supremazia. In questa vicenda si mischia la lealtà con il tradimento, l’amore con il sesso sfrenato, la droga e la pura e semplice violenza. Il tutto però è racchiuso in un involucro trasparente che da un’idea quasi romantica di un mondo affamato e crudele.

Sho Fumimura sa chiaramente come si scrive una storia di successo e Sanctuary lo è eccome. Certo, magari non dal punto di vista economico, in quanto non è un vero e proprio blockbuster. Però si tratta di un manga di grande rilevanza storica e artistica. I personaggi possiedono una propria personalità e anche il più misero sgherro ha delle proprie ambizioni e desideri. Ciò che contraddistingue quest’opera è proprio questo desiderio di raccontare la vita non solo di due individui, ma di un mondo in grande cambiamento e di una generazione che si sente fin troppo oppressa da quelle precedenti.

Dal canto suo, Ryoichi Ikegami mostra i muscoli con il suo solito stile. Il tratto delicato, ma piuttosto importante mette in scena il realismo misto a quello stesso romanticismo tipico del passato. Per questo motivo troveremo l’eleganza di uomini in divista e la sensualità delle forme femminili in ogni singolo istante. Da questo mondo è stata spazzato ogni forma di realismo a favore qualcosa di magnificamente teatrale. Le scene d’azioni hanno un loro perché ovviamente, ma è la quotidianità a piacere molto di più in Sanctuary. Una quotidianità talvolta eccessiva, talvolta invasiva e talvolta nauseante, ma è quel mondo oscuro che osserviamo a essere così.

Cover del manga Sanctuary, edito da Star Comics Edizioni

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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