Homunculus

Il manga Homunculus è un pugno nel petto. La sua lettura annienta l’animo umano dopo pochissimi numeri, trascinando lo sventurato lettore in un vortice di dubbi, di introspezioni e di paranoie. Hideo Yamamoto ha messo a punto un manga forte in cui è difficile rispecchiarsi e con delle salite costanti che rendono molto difficile stancarsi o anche solo abbandonare un volume. Un crescendo di pathos che culmina in un’esplosione attanagliante.

Homunculus

La trama, in breve, narra le vicende di Susumu Nakoshi, un senzatetto che dorme tra il parco e un hotel di lusso all’interno della sua autovettura. Dall’altra parte abbiamo un giovanissimo Manabu, che gli propone un affarone. Nakoshi si fa trapanare il cranio in cambio del denaro, ma quest’operazione gli permette di vedere gli Homunculus. Una sorta di rappresentazione di paure delle persone e tutto ciò cambia per sempre la vita di Susumu.

Ovviamente c’è molto di più in questa trama così strimizzita, ma ritengo necessario scoprirla da soli, con i propri tempi e i propri passi.

In soli 15 numeri, Hideo raschia con il cucchiaio nell’animo di Susumu, prendendone ogni frammento di bontà e di umanità e alla fine ci mostra questi pezzetti prima di gettarli via. Mette a nudo un individuo particolare e poi seppellisce con due quintali di psicologia ciò che ne resta. Ho letteralmente adorato ogni parte del racconto e soprattutto l’approccio con la psiche umana, con le paure più recondite, i desideri atavici. Ogni parte di questa serie è stata studiata ad hoc per sorprendere, colpire, ma quasi mai di farci commuovere.

In fondo è davvero difficile tifare per Susumu. Si tratta di un individuo che forse non susciterebbe il vostro interesse nella vita reale e le sue azioni sono spesso strane, insensate ed è un bugiardo patologico. No, qui non è possibile tifare per nessuno, tranne forse per alcuni senzatetto, la cui umanità ci si mostra a sprazzi. Dei piccoli luoghi di calore umano in mezzo a un iceberg ghiacciato. Proprio loro sono un punto molto importante dell’opera e il modo in cui vengono trattati da tutti riflette benissimo quella che è la nostra società

Homunculus

Bisogna dire che attraversare l’animo umano all’interno di questo manga finirà per far riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte compiute e su tanti altri argomenti.

Lo stile di Hideo rende a perfezione il tema, mentre alcune inquadrature alimentano la sensazione dell’horror e del pericolo. Il suo tratto è preciso e delicato, ma allo stesso tempo veloce, deciso ed emotivo. I primi piani sui volti fanno paura e il sorriso quasi sardonico del protagonista mette a disaggio nonostante sia solo un personaggio disegnato. Alcune inquadrature cinematografiche aumentano la tensione, che in quei casi diventa quasi palpabile agli occhi dei lettori. Hideo ha mostrato l’animo di un essere umano attraverso i testi e anche i disegni, creando un’opera dai toni horror che andrà a complicarsi man mano.

Homunculus è un piccolo capolavoro del suo genere e andrebbe recuperato da ogni appassionato del genere.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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