Invincible VS

C’è un momento preciso, nella poetica di Robert Kirkman, in cui capisci che il supereroismo non è un dono, ma una condanna biologica. È il rumore delle ossa che cedono, la consapevolezza che ogni scelta drastica comporta una scia di macerie. Trasporre questa brutale urgenza concettuale in un picchiaduro a incontri è la sfida che Quarter Up e Skybound Games hanno deciso di affrontare con Invincible VS. Il risultato è un titolo che non si limita a vestire i panni della celebre serie animata, ma cerca di tradurre la sua stessa filosofia in meccaniche di gioco, alternando intuizioni fulminee a evidenti timidezze strutturali.

Partiamo da quello che balza all’occhio sin dal primo scontro: l’identità dei 18 combattenti che compongono il roster iniziale. Il rischio di uniformare i Viltrumiti sotto lo stesso identikit di onnipotenza era concreto. Invece, la software house è riuscita a imprimere a ciascuno una densità specifica. Se i pesi massimi si muovono con una fisicità ruvida e punitiva, personaggi come la debuttante Ella Mental — ispirata alle grandi icone dei fumetti e caratterizzata da una carismatica interpretazione vocale — ridefiniscono lo spazio aereo con una versatilità splendida, orchestrando gli elementi naturali con un’eleganza che spezza la monotonia dei costumi standard.

Invincible VS

Il fulcro dell’esperienza risiede in una gestione delle combo che si allontana dalle tradizionali sequenze a senso unico per diventare un dialogo serrato, quasi psicologico, tra chi offende e chi si difende. Il sistema di Active Tag e la possibilità di attuare contromisure immediate trasformano ogni interazione in una raffinata partita a scacchi: una finta può scardinare la sicurezza dell’avversario, così come un errore di lettura può rovesciare completamente le sorti del match.

Tuttavia, non tutto l’ecosistema di gioco dimostra la stessa maturità. La meccanica dell’Assist Breaker, concepita come una risorsa estrema a caro prezzo per spezzare il ritmo nemico, finisce troppo spesso per appiattire la fluidità degli scontri quando viene utilizzata in modo indiscriminato nelle sfide quotidiane, portando a logoranti situazioni di stallo che sfociano in una drastica modalità Sudden Death.

La modalità Storia si configura come un vero e proprio spin-off d’autore, ottimamente integrato nella cronologia della terza stagione grazie al coinvolgimento diretto del team di sceneggiatori della serie. Visivamente, l’adozione di uno stile di animazione “a due a due” conferisce alle sequenze narrative un dinamismo che evoca le migliori produzioni cinematografiche recenti. Eppure, proprio quando la tensione raggiunge il suo apice, il sipario cala bruscamente su un cliffhanger irrisolto, lasciando la netta sensazione di un capitolo interrotto a metà, in attesa di future espansioni.

Invincible VS

Al di fuori dell’eccellente stabilità del comparto online, sorretto da un rollback netcode impeccabile, Invincible VS soffre di una marcata carenza di contenuti accessori. L’assenza di modalità didattiche avanzate o di sfide dedicate mettono in luce la natura di una produzione che ha concentrato le proprie risorse sull’arena competitiva, lasciando sguarnito il terreno per chi cerca un’esperienza solitaria più sfaccettata ed estesa nel tempo.

Ciò che resta, al termine dell’ennesima sessione, è un picchiaduro che possiede la stessa indole fiera e imperfetta dei suoi protagonisti. Un’opera che parla di impatto, reazione e conseguenze con una fermezza che merita attenzione, ma che dovrà dimostrare nel tempo di saper curare le proprie ferite strutturali per diventare davvero memorabile.

Autore

info@havocpoint.it

Nato già con il pad in una zampa e un fumetto nell'altra. Si dice che sia stato allevato da Kojima in persona, ma altre voci parlano di Nolan Bushnell. Come Lobo, odia i bravi ragazzi e tutto ciò che è decente, ma adora le belle donne (come Lobo). Polemico e acido, ma anche gentile e morbidoso. È qui per dire la sua... su tutto e tutti.

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