Proporre di rinnovare, amalgamare tradizione e innovazione di uno storico franchise, è sempre un azzardo. Il rischio di far dissipare il suo fascino nostalgico è elevato, ma non assodato: Bandai Namco ne è uscita vincitrice con Pac-Man Championship Edition 2, seguito dell’arcade con protagonista il celebre mangiapalline ormai trentennale, mantenendo quella linea sottile di confine necessaria e con ottimi risultati.

Motivo per cui questo secondo episodio -uscito per PlayStation 4, Xbox One e PC a distanza di nove anni dalla pubblicazione di Pac-Man Championship Edition- certifica che una delle icone più coinvolgenti nel panorama videoludico è ancora in ottima forma.

Fantasmi ovunque!

Il titolo inizia subito con un tutorial obbligatorio da portare a termine, in seguito sarà possibile aver libero adito a due modalità: “A Caccia di Punti” e “Avventura”. Il consueto obiettivo principale sta nel guidare Pac-Man attraverso scenari labirintici per divorare tutte le palline gialle su ciascuna mappa. Sono tante le novità che contraddistinguono il gioco: una delle più rilevanti è quella legata ai fantasmini, che ci perseguitano inesorabilmente ovunque andiamo, ora meno esiziali al primo tocco. Dovremo colpirli più di una volta -in rapida successione- per renderli infuriati e trasformarli in perfidi assalitori. Ciò nonostante, questo aspetto conferirà una maggior strategia e difficoltà al sistema di gioco dal momento che saremo incaricati a padroneggiare i nostri movimenti e riflessi, essere incolumi e proseguire il nostro cammino.

Non mancheranno anche i fantasmini dormienti che, quando “disturbati”, si aggregheranno ai suoi simili dando forma a una sorta di trenino alla cui sommità vi sarà un capofila. All’allungarsi diventerà sempre più pericoloso e ostacolante e, una volta fornitaci la possibilità di mangiare l’iconico power up, potremo mangiarlo per aumentare spropositatamente il nostro punteggio. Le sequenze animate, all’atto del divoramento, saranno una gioia per i nostri occhi.

Un trionfo di stile

Riguardo alle modalità sopracitate, ne “La Caccia dei Punti” ci troveremo ad affrontare una quarantina di livelli diversi con uno dei quattro crescenti livelli di difficoltà. Scopo primario consiste nel raggiungere il più alto punteggio possibile nel giro di cinque minuti. Si tratta particolarmente di un’offerta che sazierà maggiormente coloro che amano aderire a sfide più ardue e laboriose.

A seguire, come accennato, troviamo la modalità “Avventura”: una corsa contro il tempo ove occorrerà raccogliere i pallini, mangiare i frutti permettendo di carambolarci in un’altra mappa, e concludere il livello prima che scada il tempo disposto; per dirla breve, una successione di livelli nella quale ogni sfida consentirà all’utente di accumulare diverse stelle accedere alle boss fight di turno, questa volta meno complessi del solito. Per facilitare il tragitto, Pac-Man avrà a disposizione non solo la consueta pallina rilucente bensì anche i saltabombe -i quali ci concedono la possibilità di eludere velocemente i nemici tornando al centro del livello- e una specie di freno per non incorrere il rischio di accostarci troppo ai fantasmini.

Se il primo capitolo si prospettò essere un trionfo di stile, non si potrebbe affermare diversamente con Pac-Man Championship Edition 2. Tra i suoi miglioramenti riscontriamo l’esperienza e l’approccio di gioco, più calibrato e ricreativo di prima che tuttavia potrebbe storcere il naso ai puristi. Per quanto concerne il suo impianto visivo e stilistico, il titolo entra nell’occhio per merito di una grafica molto suggestiva e cromatica, impreziosita da svariati cambi di inquadrature che lo rende più interessante e strategico. Riguardo al sonoro, esso riesce ad accompagnare rettamente l’azione sullo schermo.

[stextbox id=”alert” caption=”COMMENTO FINALE”]Bandai Namco è riuscita a creare nuovamente quella canonica atmosfera -a cui siamo abituati- con un arcade ricco e ben curato. Pac-Man Championship Edition 2 ripropone la stessa formula che ha caratterizzato il predecessore, arricchendo nuove dinamiche e un ritmo decisamente più frenetico. Non vi è quindi alcuna rivoluzione, nemmeno un passo in avanti, piuttosto un sottile cambiamento di direzione per migliorare il concetto di divertimento, mantenendo al più intatta la sua filosofia arcade trentennale.[/stextbox]

Autore

l.fulchini@havocpoint.it

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

Articoli correlati

Myst

Myst: l’isola che non ti aspetta – Recensione

Myst non ha mai avuto fretta di spiegarsi. Arivi su un’isola deserta. Non c’è nessuno ad accoglierti, nessun tutorial, nessuna freccia che...

Leggere tutti
Riven

Riven: il mondo che non ti spiega niente, e per questo ti cambia – Recensione

C’è un momento preciso in cui Riven smette di essere un videogioco e diventa qualcos’altro. Non sai quando succede. Potrebbe essere mentre...

Leggere tutti
LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro

LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro – Recensione

Chi mi conosce sa benissimo che per i giochi LEGO ho una certa passione. Certo, mi rendo conto che spesso e volentieri...

Leggere tutti
The Empty Desk

The Empty Desk – Recensione

Il filone dei thriller psicologici a sfondo investigativo si arricchisce di un nuovo capitolo con The Empty Desk, opera prima della saga...

Leggere tutti
The Day I Became a Bird

The Day I Became a Bird – Recensione

C’è una strana, ostinata tendenza nel mercato videoludico contemporaneo: quella di considerare la complessità a tutti i costi come l’unico metro di...

Leggere tutti
Invincible VS

Invincible VS – Recensione

C’è un momento preciso, nella poetica di Robert Kirkman, in cui capisci che il supereroismo non è un dono, ma una condanna...

Leggere tutti