LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro

Chi mi conosce sa benissimo che per i giochi LEGO ho una certa passione. Certo, mi rendo conto che spesso e volentieri sono tutti molto simili uno all’altro, ma è l’insieme a creare quella magia che oserei definire unica. La magia dei franchise che collaborano con LEGO, dei personaggi che popolano i mondi e di tutte quelle battute al limite dell’assurdo.

Eppure, non mi aspettavo un gioco dedicato al Cavaliere Oscuro migliore della sua trilogia fatta di mattoncini, passione e mazzate. E invece quei ragazzacci di Traveller’s Tales hanno sfornato un meraviglioso LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, che mi ha stupito sotto ogni punto di vista. Forse perché, in fin dei conti, assomiglia dannatamente a un qualsiasi capitolo della trilogia di Arkham — e questo, credetemi, è un complimento.

LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro

Devo dire che ho particolarmente apprezzato la narrazione, capace di abbracciare i film, i fumetti e in generale la grande storia di Bruce Wayne. Colpisce quel viaggiare tra omaggi, ispirazioni e inquadrature rubate direttamente dall’iconografia del personaggio. Certo, qualcuno potrebbe storcere il naso, ma come si dice: meglio piacere ad alcuni che non piacere a nessuno.

Giocare a un titolo LEGO ti mette davanti a dei compromessi. Da bambini ci si diverte e basta, senza riflettere troppo su questo o quel significato. Da adulti, magari, si cerca qualcosa di più profondo, capace di parlare all’anima. Ebbene, posso dire con certezza che non è questo il caso — e va benissimo così. Proprio come in tutti gli altri giochi della serie, qui regna la leggerezza. Anche i momenti più cupi vengono smorzati da qualche gag. Ed è esattamente quello che deve essere.

Prima di avviare LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro mi ronzava in testa una domanda: che tipo di gameplay avrebbe potuto avere? Incastrare il rigido e vetusto schema dei tipici giochi LEGO con l’universo di Batman sembrava una sfida non banale. Per fortuna, la soluzione c’era — e si vede. Si percepisce chiaramente la mano di Rocksteady, che ha donato al gioco un’aria più “arkhamiana”: stessi tasti, stesse mosse, ma tutto in chiave mattoncini. Certo, si notano alcune incertezze — il rampino a volte funziona a casaccio — ma si tratta di scivoloni rari, non di vizi strutturali. Per il resto ci troviamo davanti a un gioco solido come una roccia.

LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro

Una chiara dimostrazione che i giochi LEGO possono evolversi e diventare qualcosa di più della semplice caricatura dell’opera originale.

Come da tradizione, anche qui avrete una miriade di costumi, veicoli e personaggi da sbloccare, ognuno con le proprie abilità e mosse esilaranti. La città pullula di attività, e chi ha già giocato a un capitolo di Arkham saprà già di cosa parlo. Il doppiaggio è un punto di grande spessore: ogni battuta è curata, ogni singola riga funziona.

E arriviamo infine al lato grafico — il più dibattuto, quello che non fa dormire la notte a chi vuole sfruttare al massimo la propria console o PC. Non sarà un benchmark di potenza bruta, ma è un capolavoro di stile. I mattoncini che compongono la città e i personaggi rasentano il fotorealismo: basta aprire la modalità foto per scorgere perfino il numero su ogni singolo mattoncino e le relative attaccature. Le luci, le interazioni fisiche, i riflessi — ogni cosa è incredibilmente affascinante da guardare.

C’è poco da aggiungere. Questo è il gioco che i fan LEGO aspettavano da tempo.

LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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