Le gesta del grande Conan sono storie che hanno fatto sognare intere generazioni grazie ai libri, ma anche al cinema e in parte (minima parte) ai videogiochi. Anche i fumetti hanno avuto il loro dire però, dividendosi in due parti. Da una parte abbiamo la trasposizione fedele dei romanzi di Conan il Cimmero originali scritti da Robert E. Howard ed editi in italia da Star Comics. Dall’altra parte invece abbiamo Conan il Barbaro dell’universo Marvel. In questa sede, ovviamente, parlerò della controparte europea del personaggio a fumetti. Star Comics ha infatti pubblicato da poco Conan Il Cimmero Chiodi Rossi, il volume che si ispira al medesimo romanzo, considerato da molti quello con più scene di nudo e di sesso ed è cosi anche per questo graphic novel.

La storia come sempre è slegata dalle altre e ciò è a dire il vero un ottimo modo per tutti di godersi una storia senza preoccuparsi di quanto successo prima. Conan è sulle tracce di Valeria in un bosco assai particolare. Trovatisi inseguiti da un drago, i due si rifugiano su di un monte irraggiungibile per la grossa creatura, ma ben presto diventa chiaro che restare sull’altura equivarrebbe alla morte cerca e il Cimmero decide di ingaggiare uno scontro contro la grossa creatura, avvelenandola prima. Tutto questo serve come espediente per riuscire a fuggire in quella che sembra una lontana città abbandonata.

In effetti, la città non solo si rivela essere vuota, ma anche priva di cortili o piazze. Un susseguirsi di angusti corridoi e stanze rivelano infine gli abitanti del posto. Due clan pronti alla guerra si contendono la supremazia del posto e alcuni oscuri segreti alleggiano sulle personalità più importanti delle due fazioni. Magia e oscuri rituali sono quindi la normalità e il pericolo per i due avventurieri, che si troveranno a lottare per la propria vita in uno spazio chiuso e privo di alcuna finestra.

Come ho detto all’inizio, questa storia è quella con il maggior numero di scene di nudo e sesso e in effetti fin dalle prime pagine si nota una certa propensione al flirt e il sesso. Valeria è una donna forte che non si lascia condizionare da un uomo, anche se questi si chiama Conan. La citta senza luce poi ha un numero parecchio elevato di donne nude e alla fine è un grande spettacolo che va tra il macabro e l’erotico.

La sceneggiatura di Regis Hautiere rispetta i punti più importanti del romanzo, senza snaturarne la natura. Si respira la stessa aria tetra e lugubre che aleggia sui romanzi e si percepisce un certo decadentismo nel mondo creato dall’autore originale. I personaggi hanno un animo che non punta a essere monocromatico, ma si divide in base alla necessità. Avremo quindi un Conan guerriero che senza pensare due volte si getta sui nemici, ma anche Conan che adora la visione dei corpi femminili nudi. Valeria dal canto suo si rivela essere quel che è, una donna forte e formidabile. Si tratta di un’eroina che non si lascia mai intimidire o comandare, dimostrando di avere tutte le caratteristiche che le valsero la sua fama.

Le matite dell’albo sono Didier Cassegrain, che con la classica composizione francobelga delle tavole riesce a creare quasi un effetto cinematico delle scene d’azione. Lo stile per i personaggi sembra ispirarsi all’America centrale e non è difficile per un fan riconoscere in alcuni personaggi della storia quelli visti ne La Strada per El Dorado. Il tratto è comunque delicato, sottile e preciso in ogni suo punto. Vengono valorizzate le espressioni facciali dei personaggi, che in alcuni punti parlano senza proferir alcuna parola. Anche i colori caldi e delicati rendono tutto il mondo narrativo ancora più avvincente e bello.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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