A te che conosci l’azzurro del cielo

Tratto dal lungometraggio del 2019, A te che conosci l’azzurro del cielo è un manga che parla di tanti temi e cerca di farlo in modo dirompente e senza troppi peli sulla lingua. In Italia è edito dalla casa editrice Star Comics, grazie alla quale sono qui a parlarvene. Purtroppo devo dire subito che questo primo numero non mi ha convinto per più di un motivo.

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La storia vede Akane, una giovane dopo la morte dei genitori decide di abbandonare la propria band musicale, lasciare il ragazzo per occuparsi della sorella, Aoi Aioi. Da questo punto andremo avanti di parecchi anni e vedremo la giovane sorella ormai adolescente. Sempre imbronciata e taciturna, la ragazza non vuole andare all’università e decide di dedicarsi alla musica, la sua unica valvola di sfogo. Accade però qualcosa che sconvolge la vita della giovane Aoi, ma non solo. L’evento toccherà anche Akane.

Ebbene, personalmente adoro i manga che parlano di musica, affrontando degli argomenti profondi e intimi. Eppure qui qualcosa stride. La storia originale di CHO HEIWA BUSTERS è anche interessante se messa in un altro modo, ma sulla carta non sembra funzionare. Gli eventi che si leggono sembrano parecchio slegati uno dall’altro. È come guardare un puzzle i cui pezzi sono stati incollati in modo impreciso e totalmente casuale. I personaggi vorrebbero entrare nel cuore, ma non ci riescono ed è difficile percepire quella musica che dovrebbe essere un punto focale dell’opera.

Per fortuna che i disegni di Yaeko Ninagawa salvano in parte tutta la situazione. Il tratto vanta un’ottima precisione e alla fine ne esce fuori sempre un quadro preciso e dolcemente amaro di una ragazza sofferente e con tante ferite all’interno. Anche qui però, molte scene sembrano seguire un corso tutto loro, senza appassionare per davvero il lettore.

A te che conosci l’azzurro del cielo  cover star comics

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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