Dylan Dog 377

Il fascismo, il nazismo, il socialismo (con annesso il comunismo) sono temi che ultimamente stanno tornando tristemente alla ribalta, con esiti che vediamo in TV giornalmente. Temi caldi che poi abbracciano il nostro quotidiano anche all’interno del mondo dei fumetti e Dylan Dog è una calamita per i problemi, guai e l’orrore. Stavolta con Dylan Dog 377: Non Umano tocchiamo proprio quel campo, anche se in maniera molto più leggera e canzonatoria per fortuna.

La caccia continua

All’interno dell’albo Dylan Dog si ritrova fidanzato con una giovane e bella ragazza di nome Tracy, che lavora nel distretto di polizia. I due conducono una vita normale, che passa tra le cene, il sesso e le cose più mondane, ma ovviamente il male non può dormire a lungo e Londra diventa un teatro di crimine in cui gli omicidi hanno un fine preciso. A essere colpite sono le persone di colore o di fede ebraica. Sembra un attacco quasi politico che intende a stabilizzare la popolazione per delle questioni etniche e religiose, ma in realtà si tratta di qualcosa di leggermente diverso.

Cacciare nel buio

Il tema principale di quest’albo è ovviamente il nazismo e i suoi rimasugli che potrebbero essere sopravvissuti fino a oggi. La sceneggiatura è stata concepita da Giancarlo Marzano, che con una certa semplicità ha condotto la storia dalle prime alle ultime pagine senza soffermarsi mai. La lettura va avanti in modo spedito con degli aspetti che vanno anche sul sociologico e sopratutto sugli eventi che stanno accadendo anche in Italia. Una lettura sulla realtà senza parlare della realtà stessa insomma. Le matite invece sono di Giulio Camagni, che si è dilettato nel creare delle ambientazioni dark con dei momenti action niente male. Purtroppo alcune morti potevano davvero rendere di più e andare un po’ sul grottesco, ma anche la sua realizzazione più pacata è abbastanza macabra.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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