Joe Dever's Lone Wolf – Recensione

Sapete cos’è un libro-gioco o librogame? A meno di non essere nati prima dell’avvento degli anni novanta, la vostra risposta sarà probabilmente un no secco; ebbene, come sapranno i più cresciuti di voi, negli anni 80 e novanta, quando non era ancora arrivato Metal Gear Solid a dettare le nuove regole sulla narrazione nei videogame, e questi ultimi raramente avevano storie più complesse di “salva la principessa”, i librogame davano ai lettori la possibilità di intervenire direttamente sulle scelte dei protagonisti, spesso correlati da veri e propri regolamenti per simulare situazioni di combattimento. Una delle serie più di successo era quella di Lupo Solitario, che dopo ben 29 volumi di avventure, con Joe Dever’s Lone Wolf Console Edition conclude il suo ciclo narrativo.
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Amici e nemici

All’inizio della storia, Lupo Solitario, asceso al rango di Conte, attraverserà i suoi possedimenti per accorrere in aiuto dei suoi sudditi, vittime delle scorrerie dei predoni Giak, una bieca razza a metà tra gli orchi ed i goblin. Dovremo guidare il nostro eroe attraverso le sue terre infestate da nemici per trovare e distruggere l’origine dell’invasione, collaborando con i molti e ben caratterizzati personaggi amichevoli, esplorando ogni angolo per trovare l’equipaggiamento migliore, o saccheggiando i cadaveri dei nemici sconfitti, in perfetto stile GDR. Inoltre, grazie ad un perfetto sistema di scelte e bivi, in Joe Dever’s Lone Wolf, saremo veri e propri artefici della storia.

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Libro o gioco?

L’impatto grafico di Joe Dever’s Lone Wolf spiazzerà più di un giocatore; lo schermo è diviso a metà, e nella prima parte è occupato dal libro che racconta le avventure del nostro protagonista, la seconda metà è più dinamica e starà al giocatore decidere con cosa occuparla a seconda della necessità del momento, con le statistiche del personaggio, la mappa, l’inventario e così via. Potremo scorrere le pagine come se fosse un vero libro usando la funzione touch del nostro pad, o anche i tasti dorsali. Al momento della creazione del personaggio potremo selezionare un vasto arsenale di abilità soprannaturali, come un innato sesto senso, doti psioniche e magiche, o straordinarie abilità di spadaccino, abilità che potranno influenzare enormemente il racconto; come tutti i libri game infatti, ad ogni scelta morale o tattica corrisponde un diverso sviluppo della storia. Davanti ad un gruppo di nemici ad esempio, quasi sempre potremo scegliere se attaccare a testa bassa, sferrare un furtivo attacco a distanza o studiare i movimenti del nemico prima di attaccare; avendo a disposizione abilità specifiche come ad esempio una competenza nell’uso di trappole, potremo sfruttare talvolta opzioni più vantaggiose, tentando di rendere gli scontri imminenti più semplici in modi spettacolari. Altro paio di maniche sono le scelte morali, che non richiederanno mai abilità particolari, ma influenzeranno pesantemente il corso della storia.
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Le regole della lotta

Molto spesso il nostro Lupo Solitario dovrà affrontare direttamente i nemici. Anche se non immediato, il sistema di combattimento è comunque molto originale: potremo effettuare i vari attacchi in un arco di tempo ciclico, senza alcun limite se non quello del mana e della stamina, non dividendo nettamente il nostro turno da quello degli avversari in uno strano sistema di barre che caricandosi e scaricandosi automaticamente, ci permetteranno o meno di attaccare. Sarà per noi un mistero il momento esatto in cui dovremo aspettarci un attacco, e solo tramite la pratica potremo venirne a capo.D’altro canto, il gioco ci farà fare MOLTA pratica nel combattimento, e le varie mosse e QTE per i vari attacchi e contrattacchi ci risulteranno presto familiari, anche addirittura monotone e ripetitive, come in effetti saranno monotoni e ripetitivi saranno i nemici che incontreremo, davvero pochi per un gioco fantasy, limite però giustificato dalla trama del gioco. A conti fatti, il combattimento di Joe Dever’s Lone Wolf ha regole molto ben definite, che lasciano spazio sia alla pianificazione della lotta, alla gestione delle risorse, al tempismo e alla strategia del giocatore, ed anche ad un pizzico di fortuna.

 

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La forma digitale di Joe Dever’s Lone Wolf consente di dare all’opera uno spessore, un numero di possibili scelte ed un’immediatezza impossibile da riprodurre in un vero e proprio libro-gioco cartaceo, e la gestione delle regole in modo automatico farà risparmiare tempo, nervi e matite ai giocatori, un vero progresso. Anche se sappiamo che Joe Dever vuole che questo sia il capitolo conclusivo di Lone Wolf, non possiamo che augurarci che questo coraggioso esperimento sia la scintilla che riporti in auge il mondo dei libri-game, soprattutto ora che la tecnologia lascia così tante possibilità ai creatori, ed evita così tanti mal di testa ai giocatori. Se amate la lettura ed i videogiochi, non possiamo che consigliarvi caldamente l’acquisto.

Sull'autore

Michele “Azzie"

Ho la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre mi piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrivo qui.

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