Il mondo dei libri dedicati ai bambini è veramente vasto e comprende un’infinità di opere veramente molto lodevoli, ma ovviamente non tutte lo sono. Alcune volte capitano quei libri che lasciano delle piacevoli sensazioni, ma non riescono a conquistare completamente il lettore. Nel caso di Magie all’Ora del Tè di Andy Sagar posso asserire con certezza che i più piccini lo troveranno deliziosamente speziato e impareranno che magari alcune differenze sono in realtà da considerarsi come le nostre vere e proprie peculiarità.

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La storia ha per protagonista una ragazzina simpatica e sfortunata di nome Giovedì Crumb. Una bambina come tantissime altre, ma con una particolarità che la rende unica, speciale e al contempo maledetta. Lei è difatti nata con le orecchie da volpe e per questo motivo si ritrova a lavorare in un circo come fenomeno da baraccone. Il tutto fino all’arrivo di una salvezza che porterà Giovedì da una vera strega, che le proporrà di diventare la sua apprendista.

Come sempre, la storia va vissuta in prima persona.

La scrittura di Andy è leggera e adattiva. Potrebbe leggerla chiunque a praticamente qualsiasi età senza annoiarsi. Certo, alla mia di età molte cose appaiono piuttosto lapalissiane al livello strutturale, ma riesce comunque a coinvolgere in modo quasi totale. Ottime le descrizioni degli ambienti, dei personaggi e delle emozioni di Giovedì. Eppure la cosa più interessante è il sistema magico messo in modo nel libro.

Si tratta di un sistema piuttosto interessante e semplice in cui diversi ingredienti e spezie portano alla creazione di una bevanda capace di curare o trasformare chi la beve. Interessante e non troppo abusato, ma soprattutto funzionale ai fini della storia.

Consiglio vivamente questo libro se avete una sorellina, un fratellino o dei figli in età adolescenziale. Si tratta difatti di un romanzo di formazione che insegna l’accettazione delle differenze che ci rendono unici e magnifici.

Magie all'ora del tè

Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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