Penguin Highway

Nel 2018 uscì un film d’animazione che non riscosse un enorme successo in occidente, ma che nonostante ciò rappresenta un ottimo esempio dell’enorme qualità narrativa e artistica giapponese. Sto parlando di Penguin Highway, diretto da Hiroyasu Ishida e basato sull’omonimo romanzo di formazione scritto da Tomihiko Morimi. Un libro che nella sua semplicità racchiude una storia complessa e adatta a un pubblico più variegato e che in Italia è edito dalla casa editrice Kappalab (e potete acquistarlo su Amazon).

Aoyama è un bambino davvero precoce per la sua età e sa benissimo di diventare un adulto modello in futuro. Si segna ogni cosa sul suo taccuino e cerca di impegnarsi ogni giorno al massimo per imparare qualcosa di nuovo. Un giorno, la sua vita cambia radicalmente dopo aver trovato un gruppo di pinguini all’interno della propria città. Pinguini che ovviamente non dovrebbero stare in quel luogo e che finiscono per destare una grande curiosità nel bambino.

La copertina del libro Penguin Highway da cui poi fu tratto l'omonimo film d'animazione. Recensione
Copertina di Penguin Highway

Oltre questo, c’è anche una misteriosa sfera apparsa nel bosco e Aoyama con Uchida e Hamamoto (due compagni di classe) decidono di studiarla.

A differenza del film, il libro racchiude al suo interno più forza “magica”, a mio avviso. Riesce a mostrare meglio quello che l’animo del giovane protagonista. La narrazione in prima persona rende tutta la storia molto avvincente, senza un punto veramente noioso. Certo, per entrare nel vivo delle vicende servono un po’ di paginette, ma Tomihiko ha la giusta capacità di appassionare il lettore fin dalle primissime battute e questo non è semplice. Impossibile non adorare poi alcune descrizioni dell’ambiente cittadino, dei palazzi e del mondo in generale.

I personaggi della storia hanno un loro carattere e non perdono occasione per mostrarcelo. Dal protagonista, alla “sorellona” o gli altri bambini. Ognuno di questi ha un proprio movente per fare quel che fa e anche in questo frangente, il tutto funziona meglio rispetto al film d’animazione.

In verità bisogna anche dire che un grandissimo merito lo dobbiamo a Emanuela Borigo, che durante il lavoro di traduzione ha saputo gestire bene le frasi e le parole. Proprio il suo adattamento rende il testo scorrevole e sempre fresco.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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