Redfall – Recensione

Redfall

Quando è stato presentato Redfall in tutto il mondo, perché è stato un lancio globale, non immaginavo che si creasse un polverone in stile Cyberpung 2077 mischiato con quello che è successo con Mass Effect Andromeda, il bello è che non si ci avvicina minimamente. Molte persone ne hanno parlato come se a breve ci fosse un funerale, eppure Arkane Studios ( o per meglio precisare la sussidiaria Arkane Austin) a mio parere è riuscita a impacchettare un gioco divertente ma che ha bisogno di un piccolo aggiornamento.

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Infatti nell’arco di quest’anno, e penso anche nel prossimo ma non conosco i dettagli del lavoro della software house, il team di sviluppo ha confermato che effettueranno degli aggiornamenti, che includeranno una migliore esperienza di gioco e introdurranno nuovi contenuti. Quindi in un epoca dove “vogliamo“, ho messo le virgolette perché molti si comportano in questo modo ma non tutti, qualsiasi cosa subito è normale che i prodotti non siano esattamente perfetti però abbiamo una fortuna. Viviamo in un epoca digitale dove basta semplicemente raccontare ciò che non ci piace, in maniera educata, e avremmo a disposizione un aggiornamento di correzione.

Un isola di vampiri

Il titolo l’ho provato su Xbox Series X in quanto è un esclusiva Microsoft, disponibile non solamente per Xbox Series X/S ma anche per il mercato PC, il titolo è ambientato in una linea temporale alternativa. Infatti la trama è ambientata nel 2019 dove si scopre una ragazza capace di non ammalarsi, e che tramite il suo sangue riesce a guarire tutte le malattie delle persone che ha incontrato.

Così verrà accompagnata in una struttura di ricerca sull’isola di Redfall, un area tranquilla dove si può capire che cosa gli sta succedendo. Ma l’organizzazione che l’ha presa in custodia ha mentito sulle proprie intenzioni facendo degli esperimenti tra cui creando un siero, capace di alterare il genoma delle persone e di farle diventare dei vampiri capaci non solo di nutrirsi di sangue ma anche di non riuscire a sopportare il sole, acquisendo anche delle abilità ultraterrene.

Tramite i loro poteri riescono ad isolare l’intera isola, spostando tutta l’acqua dei fiumi e del mare per creare una barriera attorno al loro regno, e bloccando le comunicazioni in entrata ed uscita dal e per l’isola. Da questo calderone il governo degli Stati Uniti invia diverse squadre per capire che cosa sta succedendo, e da questo scenario la nostra storia avrà inizio e cominceremmo a mietere vittime, sia dal lato dei vampiri che quello degli umani.

Ma il porto?

L’arrivo brusco in questa comunità fa capire al giocatore che ce una realtà post apocalittica, quindi dovremmo letteralmente cercare qualsiasi cosa di utile. Siccome per creare una barriera si usa l’acqua naturale dell’isola e del mare delle coste circostanti, per creare letteralmente un muro capace di bloccare ogni arrivo ed evitare che qualcuno possa andarsene da questa realtà utopica.

Per tanto anche se le aree le si scopriranno nel corso della trama un po’ alla volta, in stile Scarlet Nexus per chi lo ha giocato, questa caratteristica mi è piaciuta in quanto permette al giocatore di scoprire per gradi l’universo di Redfall. In ogni zona troveremmo due tipologie di oggetti la prima sono i contenuti personali delle persone, che frutteranno alcuni soldi per essere utilizzati dai vari negozianti del titolo, oltre a ricaricare le energie qualora trovassimo del cibo.

La seconda categoria sono le bocche da fuoco che potremmo utilizzare contro i vari nemici, come ho accennato all’inizio ce sono due tipologie gli umani, che combattono tradizionalmente in gruppo con armi da fuoco, e i vampiri che utilizzano i loro poteri tendenzialmente da soli ma capiterà di vederli a coppie ma nulla di più. Come potete immaginare contro le persone utilizzeremmo le armi classiche ( come pistole, fucili a pompa, armi automatiche e molto altro), mentre per i vampiri si utilizzano particolari armi dedicate a queste creature come lancia-paletti automatici, fucili a ultravioletti, fucili a pompa ad alto tasso di penetrazione e molto altro.

Un luogo sicuro

Durante le prime battute, ma anche nel corso della storia in singolo giocatore che non accennerò per gli avvenimenti più importanti per evitare spoiler, scopriremmo che dovremmo liberare la stazione dei vigili del fuoco. Completato il primo incarico diventerà il luogo d’incontro per tutte quelle persone che hanno bisogno di aiuto, ma che nello stesso tempo non vogliono partecipare a questa anarchia dove tutti possono fare quello che vogliono.

Infatti gli umani si dividono in due gruppi i rivoluzionari, per creare una società per i vampiri, e dall’altro lato le persone che non hanno nessun interesse in merito e che si preoccupano della vita di tutti i giorni, e che vogliono una sicurezza attorno a loro. Quindi la caserma diventerà un luogo d’incontro e di sicurezza, dalla quale si potranno gestire le missioni dedicate alla salvaguardia dei civili.

Tra le tante missioni potremmo dedicarci alla caccia dei vampiri, alla distruzione delle basi operative dei nemici umani e molte altre quest secondarie. Il tutto gestito da una bacheca presso il comando della stazione, aiutato dai volontari del luogo come il reverendo, che ci aiuterà con l’attrezzatura di base ( come i medikit e i paletti contro i vampiri), la coppia matrimoniale che ci assisteranno con armi e munizioni, oltre a ricevere anche missioni speciali arrivate dai sopravvissuti come salvare un parente, recuperare degli oggetti e molto altro.

Un mondo in costante potenziamento

Le abilità non si limitano solamente al luogo dove possiamo trovare X oppure Y, ma anche per cercare e trovare caratteristiche che probabilmente molti si sono dimenticati, leggendo diverse notizie in rete. Se dal lato gestionale è gestito bene con la possibilità di scegliere le armi, con un massimo di utilizzo di 3 bocche da fuoco, e una borsa che può contenere tutte le armi trovate ( che si basano su un livello di qualità basato sui numeri).

Nel caso in cui ne avremmo troppe potremmo eliminarle tramite la pressione di un tasto, per rivendere le parti alle persone che ne hanno bisogno. Però la gestione delle armi è solo una parte dell’esperienza perché avremmo diverse abilità da sbloccare, divise in una ragnatela di potenziamenti che nelle prime basterà un punto di potenziamento per sbloccarle, più avanti ce ne vorranno di più in quanto sono attitudini con una qualità superiore.

Come si sbloccano i punti abilità? Come sempre ci sono due barre da tenere sott’occhio la prima è dedicata all’energia che si ricarica con i medikit, ricordatevi se lo giocherete di tenerlo sempre sott’occhio la barra dedicata e di curarsi quando ce ne il bisogno. La seconda è specifica per l’esperienza, maggiori saranno le missioni secondarie e maggiori saranno i punti da spendere successivamente, che ci conferirà diverse migliorie come crearci dei medikit per i fatti nostri, portarci maggiori oggetti nel bagaglio fino a molti altri aspetti.

Non so quale scegliere

Quando ho ricevuto il codice non immaginavo di sbloccare la versione completa, quella dedicata all’utilizzo di alcune armi speciali e la possibilità di avere in futuro due nuovi personaggi, chiamata Bite Edition, perché lo dico e lo ripeto fino allo sfinimento Arkane Studios ( attraverso il team Arkane Austin) supporterà il gioco. Però al momento del lancio avremmo 4 diversi alter ego che avranno abilità diverse, che ricorderanno ai titoli legati alla serie di Dishonored, oltre a poter utilizzare determinate armi rispetto ad altre.

Il primo personaggio si chiama Layla Ellison ed ha abilità telecinetiche, la quale ha subito delle mutazioni genetiche che le permettono di utilizzare i poteri dei vampiri, senza il bisogno di nutrirsi di sangue. La seconda ( quella scelta da me nella prima run) è Remi De La Rosa la quale è un’ingegnera che si diletta nel creare robot, molto utile se si volesse giocare con l’aiuto di un compagno che dall’inizio verremmo supportati da Birbon.

Il terzo è un esperto tiratore scelto che si chiama Jacob Boyer, e si dedica ad anima e corpo allo sterminio dei vampiri. Ultimo ma non meno importante è Devinder Crousley e forse fra i quattro personaggi è quello più umano, in quanto è un cacciatore vecchio stile che si rifà sul personaggio di Van Helsing per capirci. Però ce da dire una cosa, per quanto sia un gioco in singolo giocatore, dove si può giocare completamente da soli senza l’aiuto di nessuno senza problemi, riesce a far divertire gli appassionati anche in gruppo nella modalità coop.

Ma perché non è piaciuto a tante persone?

Sono andato a cercare su metacritic la valutazione media del gioco, non arriva neppure alla sufficienza attestandosi su un misero 59 che personalmente non si merita. Ma poniamoci una domanda molto semplice, che nessuno da quanto vedo si pone, il gioco è divertente e si può giocare? Assolutamente si perché è un titolo in prima persona con meccaniche da sparatutto in prima persona, con alcune caratteristiche da RPG.

Quindi è un gioco estremamente solido, divertente e adatto a chi piace muoversi come gli pare senza doversi creare problematiche del tipo è solo uno stealth, un action tipico oppure un mondo open world in prima persona in quanto sono tutti questi aspetti. Il problema sussiste nei piccoli dettagli, nelle piccole sottigliezze che molti non riescono a superare ovvero i tanti agognati 60 FPS.

Si è vero non ci sono ma si gioca tranquillamente anche a 30 senza nessun problema, e quando si uccide un nemico cade a terra come sacco di patate, in stile il primo Halo. Un altra caratteristica che ho visto è che spero miglioreranno, perché lo ripeto effettueranno degli aggiornamenti, gli attacchi da dietro che da quanto ho visto sono micidiali se fatti accovacciati e dandogli un pugno nel punto giusto. Infatti se lo prendiamo dall’angolazione giusta lo si potrà fare, ma se sbagliamo anche solo di un grado d’angolazione il nemico ci noterà e dovremmo combattere normalmente, il che rovina un po’ l’esperienza di gioco.

Quindi cosa dobbiamo fare?

Dare fiducia al progetto perché merita, a parte qualche problema ( se si possono considerarsi tali) che verranno supportati dal team di sviluppo, il gioco è davvero intrigante e interessante ma non è un capolavoro. Anche se inizialmente non sapevo che cosa aspettarmi dal titolo, mi sono divertito e mi sto divertendo durante le mie giornate davanti all’Xbox.

Però voglio far notare che ci sono stati altri progetti che al lancio hanno trovato dei problemi, il primo che mi viene in mente è stato Forspoken che su PS5 e PC non erano ottimizzati al meglio al lancio. Poi ultimamente, sopra tutto seguendo il detto “la pazienza è il virtù dei forti“, il gioco è diventato giocabile e divertente da provare e sotto alcuni aspetti anche Redfall avrà una realtà similare, anche se non è minimamente paragonabile.

Infatti anche giocandolo in questo periodo post-lancio è divertente, e quando si avrà gli aggiornamenti molti secondo me si ricrederanno perché è un progetto ho rivalutato. Aspettiamo i nuovi personaggi che verranno pubblicati nel corso del tempo, per vedere come saranno utilizzabili, e divertiamoci con una delle nostre passioni più grandi ovvero i videogiochi.

Redfall
  • 8/10
    - 8/10
8/10

Commento finale

Titolo con meccaniche solide e una controparte grafica che non urla al miracolo ma si fa ricordare, riesce a dare il meglio di se in modalità cooperativa insieme ai propri amici ma apprezzabile anche in singolo giocatore. L’unica pecca secondo me è che si ci sono tanti vampiri, ma meno di quanto mi sarei aspettato ma rimane una esclusiva da non sottovalutare, divertente da giocare e godibile fino alla fine per un prodotto realizzato da Arkane Studios.

Sull'autore

Giacomo Lambertini

Cresciuto con pane, videogiochi e fumetti cresce con una voglia smisurata di raccontare ciò che più gli appassiona a chiunque.