Se cerchi un Metroidvania fatto in casa che ti scalda il cuore, con boss tosti travestiti da cartoni animati e un mondo disegnato a mano da un singolo sviluppatore (Jakefriend), fermati qui. Questo non è un gioco qualunque: è un’avventura dall’alto che mescola il Zelda classico, Hollow Knight e un pizzico di Banjo-Kazooie in 12-15 ore di pura meraviglia. Scrabdackle (su Steam) sta già diventando un piccolo culto per chi ama i giochi indipendenti impegnativi ma accoglienti, e il primo episodio è solo l’inizio di una storia a puntate gratuita per chi lo compra adesso.

Scrabdackle

Interpreti Blue: un apprendista mago con occhi luminosi e faccia vuota da “sono troppo potente per queste sciocchezze”, scaraventato fuori dall’Accademia dopo un attacco. L’obiettivo? Rientrare, salvare la compagna di stanza e mappare un mondo pieno di anatre armate, villaggi di arachidi parlanti e grotte nascoste. Non è del tutto libero: esplori una griglia di mappe, sblocchi incantesimi (6 nel primo episodio!) che aprono nuovi percorsi, distruggono barriere o rivelano punti deboli. Il gameplay è Metroidvania puro: raccogli stelline d’oro per imprese assurde, adesivi da attaccare sul diario (un tocco adorabile e personalizzabile) e monete per suggerimenti facoltativi. Ogni zona – dalle terre militarizzate delle anatre alle rovine mistiche – ti invita a deviare dal percorso, con Luoghi di Potere che funzionano come punti di salvataggio e fanno riapparire i nemici.

Il vero cuore batte nel combattimento: bastone per le magie di base, incantesimi secondari per scatti e salti, altri situazionali per casi specifici. Sembra tranquillo, ma i 9 boss del primo episodio sono bestie vere: fasi multiple, schemi da memorizzare, massimo 5 colpi incassabili e pozioni contate. Io? Venti morti contro un’anatra gigante, poi finalmente il momento in cui tutto si incastra e la vittoria che ti fa esplodere di gioia. La difficoltà è geniale: 4 impostazioni predefinite più regolazioni manuali (velocità dei nemici, danni, enigmi). Vuoi esplorare con calma? Boss impossibili? Decidi tu. Il suono frizzante della magia che si ricarica e le musiche alla Banjo? Una delizia.

La grafica è disegnata a mano fotogramma per fotogramma: un mondo vivo, scene animate con cura, interfaccia inserita naturalmente come se fosse scritta da Blue stesso. Il diario? Una perla: note ciniche su tutto quello che trovi (“una noce? L’arma perfetta”). C’è anche una sorta di sogno interiore con versioni di “super Blue” che ti danno consigli senza rovinarti la sorpresa. Tornare sui propri passi? Qualche rallentamento nei sotterranei (le scorciatoie dopo i boss sono un po’ lente), ma i viaggi rapidi limitati premiano chi esplora davvero.

Autore

info@havocpoint.it

Nato già con il pad in una zampa e un fumetto nell'altra. Si dice che sia stato allevato da Kojima in persona, ma altre voci parlano di Nolan Bushnell. Come Lobo, odia i bravi ragazzi e tutto ciò che è decente, ma adora le belle donne (come Lobo). Polemico e acido, ma anche gentile e morbidoso. È qui per dire la sua... su tutto e tutti.

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