L’uscita in Italia di Shibatarian è stata accolta abbastanza bene, visto che si tratta di un manga tanto interessante quanto atipicamente strano. La storia è infatti un continuo susseguirsi di eventi che a prima vista non hanno niente di logico, ma si parte da un punto focale ben evidenziato. Un punto che in realtà risulterà famigliare a molti giovani, ossia quello di sentirsi totalmente invisibili.

Qualcuno prende quella sensazione di essere invisibili agli occhi degli altri in modo neutro, fregandosene altamente. Altre persone ne risentono e soffrono, mentre altre ancora sorridono, ma nel frattempo covano un odio viscerale. In fin dei conti, la solitudine non è una condizione sana per un essere umano. Ebbene, anche la storia di questo manga parla di bullismo, del sentirsi soli e del voler vendicarsi. Una vera e propria invasione che sfocia in immagini gore e nel continuo no sense.

Quella di Shibatarian è infatti una storia che parte benissimo, con degli argomenti che potrebbero spaccare la mente dei ragazzi, ma invece l’autore decide di buttare tutto in caciare con una caccia all’uomo che già alla fine del secondo numero diventa una follia al limite del plausibile. Un vero peccato perché gli argomenti proposti erano piuttosto freschi, belli e nella loro semplicità anche forti.

Questo poi perché le scene gore ed action in realtà non riescono a conquistare davvero. Sono infatti le scene più tranquille e drammatiche a conquistare il lettore. Lo stile di Katsuya Iwamuro è ben descrittivo e permette un’ottima immersione nella storia, ma allo stesso tempo riesce a dare un tocco horror alle scene più folli.

Insomma, questo manga è un po’ un’occasione mancata a mio avviso. Poteva essere qualcosa di straordinariamente critico e grottesco e invece è solo grottesco.

Cover del manga Shibatarian edito da Star Comics

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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