Nel corso degli anni ho esplorato lande deserte, foreste rigogliose, montagne innevate e ovviamente i sotterranei angusti e bui. Le mie avventure nell’universo di The Elder Scrolls Online sono importanti tanto quelle dei giochi principali, che ho adorato, esplorando le mappe in ogni loro centimetro. Ricordo che da qualche parte tra i file dovrei avere tutte le trascrizioni dei libri di Skyrim, tanto per ricordare l’importanza che ebbe per me. Quest’anno, abbiamo vissuto un ritorno a casa, con Greymoor abbiamo visitato Skyrim ancora una volta, riscoprendone le bellezze e i suoi paesaggi freddi e innevati (in certi punti).

Il nostro viaggio nel 2020 termina con un ulteriore passo verso le vette. Markarth è infatti uscito su tutte le piattaforme, pronto a inghiottire i giocatori con una nuova ambientazione che abbiamo imparato a conoscere con il tempo. Potete portarvi a casa l’espansione grazie all’ESO Plus oppure sborsando 2000 crowns dalla vostra saccoccia. Sta a voi decidere come ottenere quest’espansione.

Stavolta vedremo un’altra zona importante per tutti noi, il Reach. Praterie, fiumi e cascate ci faranno da guida verso una città di pietra, Markarth. L’antica dimora dei Dwemer e ora popolata da umani. Da lì potremo raggiungere un nuovo posto mai visto, il Blackreach.

Proprio in queste nuove zone dovremo cercare di catturare e uccidere il nostro nemico. Lo stesso che non è caduto nelle nostre grinfie prima e che ora potrebbe fare altri guai. Un lupo braccato è il più pericoloso in fin dei conti. Senza parlare in altro modo della storia nei suoi dettagli, cercherò di dire qualcosa di diverso. La narrazione non raggiunge mai dei picchi elevatissimi, ma si presenta comunque piacevole e decisa. La crescita verticale dipende molto anche dal vostro modo di giocare e di vivere la vicenda, ma stavolta il lavoro e la cura sono tanti.

Ci sono tante missioni secondarie che non ci faranno mai sentire soli o immersi nel vuoto. Anche queste missioni hanno una certa rilevanza all’interno della narrazione e della lore generale. Inutile dire poi che rivedere luoghi conosciuti fa sempre battere forte il cuore.

Anche stavolta, l’espansione va affrontata con un bel gruppo nutrito di amici avventurieri. Dico questo ovviamente perché ovviamente il divertimento si triplica e anche i momenti morti vanno a scomparire a fronte del divertimento. C’è però un altro motivo. Inizialmente troveremo dei nemici banali e piuttosto facili da battere. In fondo, abbiamo già lottato e battuto bestie ben più grosse di noi, ma stavolta qualcosa potrebbe non funzionare.

Il problema sorgerà alla fine, quando raggiungeremo l’ultimo punto di Markarth. Il boss finale che si paleserà davanti a noi non sarà un semplice nemico da battere con delle bastonate. Si tratta di un bastone che potremo trovare in qualsiasi istante dritto su per il sedere. Non è da prendere alla leggerà in nessun caso e anche se siete dei veterani, preparatevi a lottare con le unghie e con i denti per portare a casa sana e salva la pelle. Ecco, in questo caso un gruppo di amici è utilissimo e permette una risoluzione più veloce e facile del problema.

Altra novità introdotta con questa espansione è l’arena. Un posto particolarmente pericoloso che ci metterà davanti ben 3 boss da affrontare singolarmente. Alla loro sconfitta riceveremo degli oggetti unici. Si tratta delle sfide da affrontare da soli, come dei veri ronin.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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