Topolino nel corso degli anni si è avventurato praticamente ovunque: ha viaggiato nel tempo e nello spazio, ha indagato sui crimini più intricati e in passato ha persino imbracciato la pistola. Eppure Topin Mystère e Orobomis, la città che cammina, storia scritta e disegnata da Casty, ha saputo comunque sorprendermi. Non è cosa da poco.

Andrea Castellan, in arte Casty, è da anni uno degli autori più solidi e riconoscibili del fumetto Disney italiano. Il suo approccio alle storie di Topolino è sempre stato caratterizzato da una vocazione avventurosa e fantascientifica, con trame dense, ritmo serrato e un umorismo mai sopra le righe. Con Topin Mystere si cimenta in qualcosa di più specifico: una parodia dichiarata di Martin Mystère, il celebre archeologo del mistero creato dal compianto Alfredo Castelli per Bonelli nel 1982.

Il risultato è una storia che porta con sé inevitabilmente il peso dell’omaggio. La costruzione del mondo, l’atmosfera, persino certi meccanismi narrativi rimandano così esplicitamente all’originale che a tratti si ha la strana sensazione di non star leggendo un fumetto di Topolino. È un déjà vu continuo — eppure, stranamente, non dà fastidio. Anzi, chi conosce Martin Mystère troverà in questo volume un doppio livello di lettura che aggiunge piacere all’esperienza.

Casty guida la narrazione dall’inizio alla fine con la consueta sicurezza. Le battute sono numerose e tutte funzionali, i due comprimari hanno un ruolo tutt’altro che decorativo, e il ritmo non concede pause inutili. Ogni vignetta contribuisce alla storia, ogni dettaglio trova il suo senso. Sul piano grafico, lo stile dell’autore — linee sinuose e precise, grande delicatezza nel tratto, vignette ricche di particolari in cui è facile perdersi senza mai perdere il centro dell’immagine — è al suo livello migliore.

Il volume si completa con due storie brevi. Topolino e Pippo nella Valle del Picchio Gigante, disegnata da Paolo Mottura su sceneggiatura di Casty, e Topolino e l’Uomo Carbonifero, ai disegni di Marco Mazzarello. Entrambi artisti di lungo corso nel panorama Disney italiano, capaci di interpretare i personaggi con personalità propria. Le due storie regalano meno emozioni rispetto alla principale, ma si lasciano leggere con piacere e completano il volume in modo dignitoso.

Topin Mystère e Orobomis, la città che cammina è, in definitiva, esattamente quello che ci si aspetta da Casty: un fumetto fatto bene, con rispetto per la tradizione e una firma autoriale riconoscibile. L’omaggio a Castelli è sincero, e si sente. A volte i migliori omaggi sono quelli che non cercano di nascondere il proprio amore per la fonte.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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