Ricordo che a scuola tra le tante materie c’erano alcune che amavo più delle altre e questo è una cosa inevitabile. Ricordo ad esempio che tra le mie materie preferite c’era la filosofia, che studiavo anche per conto mio, espandendomi verso quella orientale (visto che a scuola si studia la classica occidentale). La prof era in gamba e sapeva spiegare molti concetti con semplicità, ma sopratutto con passione e questo particolare non è di poco conto per un giovane che vuole imparare qualcosa di nuovo. Ebbene, leggendo “Viaggi nella Filosofia” ho visto qualcosa di bello, necessario e forse potente (sta a voi deciderlo).

L’albo di Janine immerge il lettore in quello che è il mondo della filosofia. Un universo in cui i concetti odierni sono stati coniati e scolpiti, ma spesso nemmeno ce ne rendiamo conto. Il mondo è in fondo fondato da un manipolo di uomini e alcuni di questi hanno plasmato la nostra politica, la giustizia e cosi via. Si tratta di una materia che possiede delle capacità intrinseche che cambiano il modo di pensare, di vedere il mondo e di percepire il futuro. Ovviamente per un’opera visiva come il fumetto serve anche una cornice e in questo caso c’è la vita di una giovane che studia proprio la filosofia. Questo la rende oggetto di battute sulla ricchezza, la mette dinanzi ai svariati problemi del mondo.

Lo stile di Janine è particolare ovviamente e si apprezza proprio la semplicità con cui le vignette vengono disegnate. Il tratto dolce va a fluire in dei personaggi pregni di simpatia che alla fine accompagnano il lettore in una serie di insegnamenti. Proprio questi sono il fulcro dell’intero albo e da amante della materia trattata, posso dire che nella sua semplicità, l’albo potrebbe aiutare sopratutto ai più giovani ad apprezzare qualcosa che altrimenti potrebbero odiare. Da consigliare ai più giovani e da proporre come una lettura durante le feste.

Autore

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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