Attendevo il film d’animazione L’Immaginario (The Imaginary) con molta impazienza e devo ammettere che alla fine non sono rimasto deluso. Diretto da Yoshiyuki Momose e scritto da Yoshiaki Nishimura, il film prodotto da Studio Ponoc è disponibile su Netflix e affronta un argomento che quest’anno viene trattato a più riprese: l’immaginazione. Certo, come dico spesso, per un film del genere, il minutaggio pari a quasi due ore l’ho trovato un po’ troppo esagerato, ma comunque divertente nel suo complesso e con qualche punto di riflessione niente male.

Ho apprezzato molto la giovane protagonista e tutto il suo background che si svela lentamente agli occhi dello spettatore. Certo, alcune cose sono in realtà indovinabili facilmente, ma poco importa. Dietro alla creazione degli amici immaginari c’è un grande perché e gli autori ci svelano come il nostro passato finisce per condizionarci, ma anche il fantastico ruolo che ha l’amico immaginario in tutto questo. 

Il film d'animazione L'Immaginario disponibile su Netflix
I due protagonisti di L’Immaginario

Una vera forza dei bambini, la cui immaginazione riesce a galoppare oltre i divieti, oltre le prediche, le liti e tutti i problemi del mondo. Perché sognare è una caratteristica dei bambini e dovrebbe esserlo sempre e comunque. 

Alcuni personaggi sembrano in un certo senso usciti da IF di John Krasinsky, ma ovviamente è solo una mera coincidenza. La loro forza è quella di poter parlare chiaramente a un pubblico giovane, facendoli però abituare anche alla possibilità di poter (dover) dimenticare l’immaginario un giorno. Perché a un certo punto ognuno di noi impara a risolvere i problemi in un modo o in un altro e questo si chiama crescere e maturarsi. 

Solamente il finale per me è stato reso troppo facile e con una sconfitta del villain fin troppo veloce. Tempo di un “PUUUFFFF”, un battito di ciglia. 

L'Immaginario

Inutile girarci intorno, lo Studio Ponoc ha tirato fuori un piccolo capolavoro al livello grafico. Questo stile 2D è una gioia per gli occhi in ogni frangente. Ogni istante del film regala qualche emozione e basti vedere la ricostruzione di Venezia per capire l’immenso lavoro fatto per la realizzazione del film. Un gioiello che splende grazie alle linee sinuose, le animazioni fluide e personaggi ben caratterizzati in questa fiaba per bambini e adulti. 

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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