Batman: Curse of White Knight

Terminava un anno fa la miniserie scritta e disegnata da Sean Murphy e ovviamente il pubblico al tempo si divise in due fazioni. C’erano quelli che avevano apprezzato la storia e questo grande one man show e altri, che non avevano forse capito a fondo la narrazione o forse semplicemente non avevano apprezzato alcuni tratti un po’ più deboli. Ora l’autore è tornato con il secondo capitolo della serie dedicata al Cavaliere Bianco e come sempre si tratta di qualcosa di grande, ma allo stesso tempo simile al precedente capitolo. Questo ovviamente vuol dire che chi non ha amato il primo capitolo, non approverà nemmeno questo secondo.

Joker è di nuovo chiuso tra le quattro mura, la pace regna sovrana, ma i cambiamenti rispetto a White Knight sono tanti. Bruce cerca dei nuovi indizi verso qualcosa riguardante un passato rimasto sepolto a lungo. Dietro tutto ciò ovviamente troviamo il buon Joker, ma è la solitudine di Bruce a renderlo diverso da quello di prima, mentre il suo orgoglio non gli permette di chiedere aiuto. Intanto è Jean Paul a mostrarsi, come un uomo pieno di problemi dovuti al suo servizio militare. Il suo incontro con Joker sarà fatale, ma per chi?

Seam Murphy è un uomo tutto d’un pezzo quando scrive e disegna. Riesce a gestire le due facciate della storia, ma non senza qualche difficoltà. La narrazione sembra un po’ asciutta e piuttosto diretta, senza quell’incipit che ci si aspetterebbe. I momenti drammatici del primo capitolo hanno avuto dei risvolti su Bruce, ma vengono affrontati in una o due pagine e lascia un po’ a desiderare. D’altra parte, però, la carne sul fuoco ora è tanta e questa bistecca potrebbe diventare buonissima o bruciata a seconda dei futuri albi. Il tratto di Murphy salva tutto però. Sottile, preciso e molto elaborato, questo rappresenta la maturazione delle sue opere precedenti. Ottimo l’uso delle prospettive rende alcune scene parecchio cinematografiche ed è come sempre un piacere vedere su carta.

Batman: Curse of White Knight

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

Articoli correlati

Deadpool Uccide l’Universo Marvel un’Ultima Volta – Recensione

Deadpool ne ha combinati di casini. Lo sappiamo tutti. È un chiacchierone, un mercenario e un combinaguai professionista. Nella sua celebre serie...

Leggere tutti
Io Sono Silver Surfer

Io Sono Silver Surfer – Recensione

Tra tutti gli eroi dell’universo Marvel, Silver Surfer è quello che trovo più intimamente avvolto in una coltre di triste malinconia. La...

Leggere tutti
Yekatit 12

Yekatit 12 – Recensione

La storia dell’umanità è piena di eventi e vicende che ricordiamo a fatica e, a volte, dimentichiamo del tutto. Fatti che per...

Leggere tutti
Toy Story 5

Toy Story 5 – Recensione – Il mondo è cambiato, ma noi siamo ancora qui

Io sono tra quelli che ha trovato Toy Story 4 un film coraggioso. Era un capitolo capace di dire una cosa difficile...

Leggere tutti
Myst

Myst: l’isola che non ti aspetta – Recensione

Myst non ha mai avuto fretta di spiegarsi. Arivi su un’isola deserta. Non c’è nessuno ad accoglierti, nessun tutorial, nessuna freccia che...

Leggere tutti
Riven

Riven: il mondo che non ti spiega niente, e per questo ti cambia – Recensione

C’è un momento preciso in cui Riven smette di essere un videogioco e diventa qualcos’altro. Non sai quando succede. Potrebbe essere mentre...

Leggere tutti