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Maize – Recensione

Posted on 26 Gennaio 201827 Gennaio 2018

Dopo una breve pausa universitaria, eccomi di nuovo qui. Questa volta vi parlerò di un gioco molto strano, sviluppato dallo studio indipendente Finish Line Games. Il gioco di cui parlo è Maize, gioco che in realtà era già disponibile su Pc dal 1 Dicembre 2016. Quindi, un po’ come abbiamo visto con SuperHot, gli sviluppatori hanno deciso in un secondo momento di portare il loro titolo anche su Ps4. Ma andiamo a vedere com’è il gioco.

Cose Molto Strane

Appena avviato il gioco, quello che ci troviamo davanti è una delle più classiche -e abusate- genesi per questo tipo di giochi. Infatti, ci ritroveremo “sparati” nel mondo di gioco senza sapere chi siamo, perché siamo lì né, tanto meno, qual è il nostro scopo. Superato l’iniziale “stupore” e disorientamento, ci accorgeremo presto di non poter fare tanto, oltre al camminare. Dopodiché, poco per volta, la storia di Maize si dipanerà davanti a noi. Una storia a dir poco strana, in cui non avremo mai a che fare con persone. Anzi, le uniche “cose” vive con cui interagiremo, sarà del granturco vivente (da qui il simpatico titolo). Inoltre, senza fare troppi spoiler, il “partner” che ci affiancherà a partire dalla metà del gioco circa, sarà la personalità di maggior spicco in tutto il titolo e,probabilmente, diventerà anche per voi la miglio idea sfornata dagli sviluppatori. Non posso, poi, non menzionare lo spiccato senso di humor -e di stravaganza- che ci accompagnerà durante tutto il corso del gioco. Tuttavia, a parte questo, non c’è nulla che faccia prevalere questo titolo sulla massa di giochi mediocri presenti nel mercato, Pc soprattutto.

E Adesso… Cammina

Prima, ho detto che all’inizio, entrati in game, non si potrà fare null’altro che camminare. Avanzando con il gioco la situazione non cambierà molto: Maize, essenzialmente, è un walking simulator. Fortunatamente c’è qualcosa (anche se poco) che rende il gioco più vario dal semplice camminare. Per esempio, ci sono diversi puzzle ambientali da risolvere con l’ausilio di oggetti tra i più disparati. Molte volte, però, il loro utilizzo non segue i canoni del “buonsenso” e ci ritroveremo a provare di tutto pur di trovare l’oggetto adatto da usare. Altre volte, invece, ci saranno delle sagome ad indicare cosa usare in quel preciso punto. Inoltre, troppo spesso, capiterà di perdersi dei piccoli oggetti, vuoi per una svista o semplice distrazione. Ebbene, questo provocherà una frustrazione incredibile. Andare avanti e indietro per le stanze già esplorate dandosi al backtracking più totale per trovare quel maledetto pezzo di nastro adesivo. Poi, oltre agli oggetti utilizzabili si troveranno anche dei “collezionabili” che una volta raccolti verranno aggiunti al Folio. Ogni oggetto, che sia collezionabile o da utilizzare, porta con se una descrizione, queste sono sempre molto spassose (che a volte rompono anche la quarta parete). Per esempio: Questa scopa è infestata, ma lo spirito che la possiede è in vacanza quindi non c’è nessuna modifica particolare al gameplay.

Ma Che Bel Mulino

Adesso arriviamo ad uno dei punti più dolenti del titolo, il comparto tecnico. Cosa posso dirvi per quanto riguarda il comparto tecnico di Maize? Da questo punto di vista, il titolo, raggiunge a mala pena la sufficienza, purtroppo. Se da un lato abbiamo un character design che si sa difendere -difficilmente vedrete delle pannocchie così belle- dall’altro invece c’è un level design che non riesce proprio a tenere il passo. Infatti, nonostante ci siano anche posti belli da vedere, per la maggior parte ciò che ricordo di Maize sono i suoi infiniti corridoi, le mappe sembrano un inno al backtracking. Che tra l’altro non è nemmeno un backtracking divertente, ma penso si fosse capito. Invece, del comparto audio è veramente difficile parlarne. Fatto sta che anche subito dopo aver posato il controller non c’è un tema che ci rimane in testa o qualcosa del genere. Nulla, il silenzio.

Commento finale

Prima di acquistare Maize, vi consiglio di pensarci molto bene. Il gioco è divertente, senza dubbio, ma non vi lascia nulla. Nulla che vi farà pensare di aver giocato un titolo memorabile o di aver speso bene i vostri soldi. Ciò che Finish Line Games mette sul vassoio è un prodotto che, purtroppo, risulta molto insipido, come se mancasse l’ingrediente principale per farlo essere un buon piatto. Il titolo nonostante non sia totalmente da bocciare, non riesce ad eccelle in nessun campo. Quasi mi dispiace dirlo, ma non è un gioco che consiglierei ad un amico. Forse, se questo fantomatico amico ha in passato molto apprezzato titoli del genere un pensierino potrei farcelo, altrimenti niente affatto.

 

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