The Poetry of Ran

Il fantasy è un genere universale. Si potrebbero fare miliardi di opere, che nonostante le mille similitudini andranno guardate, lette o giocate dagli appassionati. Un po’ è il caso del nuovo cofanetto pubblicato dalla casa editrice Star Comics, The Poetry of Ran. Una miniserie di due numeri firmata da Yusuke Osawa che consiglio di recuperare a chi ama il genere fantasy e brama sempre qualche storia nuova.

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All’interno di questi due numeri scopriremo le gesta di Ran, un figlio dell’impurità, il cui compito è quello di cacciare e uccidere i mostri che attentano alla vita delle persone. In poche parole, si tratta di un cacciatore di taglie in stile Monster Hunter, ma più in chiave dark. In un villaggio il protagonista sconfigge senza grossi problemi il gigantesco mostro e riparte per l’avventura, ma con una compagnia in più.

La cantastorie del villaggio, Tolue, decide di accompagnare Ran nelle sue imprese per poterci scrivere una canzone. Un brano per ribaltare per sempre la brutta nomea dei figli dell’impurità. Ovviamente quel viaggio diventerà qualcosa di più grande e i due non solo conosceranno nuovi personaggi, ma Ran finirà per scontrarsi con il suo passato e la sfida sarà veramente definitiva per il giovane uomo.

Box di The Poetry of Ran

Il maestro Yusuke Osawa è un ottimo narratore e questo in The Poetry of Ran lo si vede da subito. La storia non brilla forse per l’originalità in quanto prende molti spunti dal grande panorama fantasy, ma non lo fa mai pesare. Ogni elemento alla fine dei conti finisce per congiungersi con il resto e l’unico problema resta il worldbuilding.

Non sappiamo quasi niente del mondo, delle sue leggi e in generale di qualsiasi cosa riguardante i mostri giganteschi che scatenano l’inferno.

I dialoghi seri vengono seguiti da quelli più frivoli e divertenti, che strappano una risata, ma nulla di più. Il problema forse è che i personaggi meriterebbero uno sviluppo psicologico maggiore, ma ovviamente avremmo avuto molti più numeri da leggere a quel punto. Alla fine dei conti, si tratta di un bel viaggio che mi ha appassionato per un po’ di tempo, anche perché mi perdevo nel trovare i riferimenti ad altre opere fantasy.

Lo stile di Osawa è veramente peculiare e riesce a dare il meglio di sé durante le scene action. Il tratto vanta una grande precisione e descrive ogni ambiente in modo piuttosto perfettino, ma senza scadere mai nel noioso. A essere protagonisti sono sempre i personaggi, la cui fisicità spicca soprattutto in alcune donne dalle forme prosperose.

Le scene d’azione invece sono la cosa più bella dei due volumi. Le linee cinetiche descrivono a perfezione i movimenti dei personaggi e danno un’incredibile sensazione mobilità. Impossibile non apprezzarne le peculiarità, come le inquadrature.

L’edizione Star Comics vanta il cofanetto estraibile e un’ottima resa cartacea. Interessanti soprattutto le prime pagine a colori sulla carta patinata. Un ottimo acquisto per gli amanti del fantasy e per un regalo.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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